A Trieste la battaglia della pizza a colpi di sconti, bibite gratis e volantinaggio sfrenato

Consegne a domicilio o per asporto: continua la “sfida” fra imprenditori cittadini del settore partita durante il lockdown 

TRIESTE Bibite in omaggio, sconti speciali una volta a settimana, consegne gratuite, orari ampliati, una lunga lista di varianti e volantini distribuiti ovunque. La “battaglia” della pizza da consegnare a domicilio o da prendere per asporto è iniziata durante il lockdown, per poi continuare, tra annunci online e promozioni sempre diverse, anche nei mesi successivi. Tutto per catturare i clienti.



Strategie messe in atto anche perché, durante la chiusura forzata a casa, si è registrata un’impennata del “fai da te”. A chi già si dilettava in cucina, si sono aggiunte molte persone pronte a sperimentare, tra pizze e focacce. Tanto da rendere introvabili farine e lieviti per giorni in diversi supermercati. A questa tendenza si è aggiunto anche un boom di surgelati, acquistati sempre durante la quarantena. Ecco quindi la necessità di sbizzarrirsi, per conquistare o riconquistare i triestini. C’è chi ogni martedì propone tutte le pizze classiche a 5 euro, chi effettua la consegna omaggio ovunque, in tutte le zone della città, chi inserisce lattine, bottiglie o dolci in regalo, chi prevede uno sconto se si supera una certa cifra nell’ordinazione. E ancora formule tutto compreso, con pizza, bevanda e dessert a 10 euro, o il “menù famiglia”, anche qui con sconti. E soprattutto nel weekend la pubblicità invade il lungomare di Barcola, tra volantini o bici parcheggiate con il brand dei locali, perché nelle ore serali in tanti ordinano i cartoni fumanti, così da mangiare capricciosa o margherita con gli amici in riva al mare.



Aumentano poi il numero e la fantasia delle pizze definite “speciali”, mix di ingredienti che sfidano le temperature estive, anche con proposte non proprio leggere, ma sicuramente in grado di saziare i golosi di turno, come le pizze con l’hamburger o la frittata, con il bacon o con un tappeto di patatine fritte, con il curry o le super piccanti.

Qualche esempio. La “Mamma mia” proposta da un locale, prevede salsa di pomodoro, mozzarella, hamburger, pomodorini, patatine fritte e fette di formaggio Cheddar. In un altro c’è la “Boom”, con porchetta, provola, cipolla e peperoni, altre ancora sono in versione fritta. Non mancano gli omaggi a personaggi famosi come la pizza Pino Daniele o la Maradona, e quelle definite “per gli indecisi”, che comprendono tre spicchi diversi.

Si parte dalla più semplice ed economica, la Marinara a 3 euro, mentre la Margherita si attesta tra i 3.50 e i 4.50, mentre si sale con il prezzo quando aumentano gli ingredienti, soprattutto nei casi delle pizze maxi o a metro, che possono superare i 20 euro.

Si punta ancora sul servizio a domicilio e per asporto, ma per la maggior parte dei locali ormai è ripresa l’attività consueta, con tanti triestini che si godono la pizza direttamente sul posto, soprattutto nei ristoranti dove sono a disposizione spazi all’aperto, e che registrano, nel centro cittadino, anche parecchi turisti. Sono gli americani, secondo un’indagine diffusa a gennaio dall’Unione per la Difesa dei consumatori, i più grandi appassionati di pizza, con 13 chili consumati a testa ogni anno. Gli italiani sono i primi in Europa, con 7,6 chili all’anno, seguiti dagli spagnoli con 4,3, da francesi e tedeschi che ne mangiano 4,2, mentre i britannici 4, i belgi 3,8 e i portoghesi 3,6. Gli ultimi della classifica europea sono gli austriaci, con 3,3 chili di pizza pro capite annui. —


 

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