Trieste, una nuova vasca hi-tech nell’ex sala dei pinguini

Al debutto il restauro dell’Aquario da 1,5 milioni. La fine dei lavori prevista  a novembre. Primo step l’installazione di 17 “case” provvisorie per i pesci presenti

TRIESTE Il pezzo forte sarà la nuova “vasca grande”, che misurerà 9x4,50x2 e che sarà collocata in quella che è stato malinconicamente definito “l’ex” salone dei pinguini. Con quell’ex a sottolineare qualcosa che difficilmente riavremo e rivedremo. Si dovrà scegliere un altro simbolo e cambiare i gadget. Ciao a Marco, Max, Lily, Zigo e Zago, Domino e Pulcinella.

Al via i lavori allo storico Aquario di Trieste



Bando alle nostalgie, all’inizio del 2021 l’Aquario, inserito dal 1933 nella Pescheria (anch’essa ex), risorgerà e avvierà un nuovo ciclo di vita museale. Cercando di migliorare quell’affluenza di 54.000 visitatori registrata lo scorso anno. I lavori di riqualificazione sono sulla rampa di lancio e saranno ultimati a novembre in quasi quattro mesi: Innocente & Stipanovich e Balsamini, l’associazione temporanea di imprese che aveva vinto l’appalto, dispongono di quasi 1,5 milioni per ammodernare una delle più popolari e attrattive istituzioni culturali triestine. Il Comune ci mette quasi 1,1 milioni e dagli aurei abissi del vecchio Fondo Trieste sono riemersi 415.000 euro.



Un intervento radicale: pareti, pavimenti, soffitti, allestimento, impianto termofrigorifero e climatizzatore, impianto di acqua marina, sistema di ricambio dell’acqua delle vasche. E la già menzionata realizzazione della “vasca grande” che avrà pareti in Pmma (polimetilmetrarilato) capaci di purezza, trasparenza, leggerezza, come nella reclame di certe acque minerali. Non a caso offre anche resistenza all’invecchiamento.



Parterre delle grandi occasioni per illustrare l’ampiezza del restyling: il sindaco Dipiazza, gli assessori Elisa Lodi (lavori pubblici) e Giorgio Rossi (cultura). Staff tecnico con gli ingegneri Aulo Guagnini, Pietro Todaro, Antonio Masoli. La prima parte del cantiere sarà dedicato all’installazione delle 17 vasche provvisorie, che accoglieranno temporaneamente le specie ittiche durante lo svolgimento dei lavori.

La volontà di restaurare l’interno dell’Aquario - rimembra la relazione - ha alle spalle una storia triennale, che data dal 2017, quando nel piano delle opere fu inserito un primo lotto di intervento per la spesa di circa 600.000 euro. La civica amministrazione ha poi ritenuto di ampliare il restauro, iscrivendo un secondo lotto di 900.000 euro nel piano 2018-20. A quel punto, per rendere più conveniente e razionale il lavoro, venne deciso di unificare i due lotti, che ebbero una progettazione complessiva. A loro volta le aziende realizzatrici furono scelte sulla base di una gara unica, in grado di coordinare opere edili-strutturali-impiantistiche con la fornitura della “vasca grande”.

Dal punto di vista storico, per ricavare l’Aquario all’interno di “Santa Maria del guato” furono costruite 25 vasche con capacità variabile da 200 a 2500 litri ed una vasca centrale di 17.000 litri. L’acqua viene prelevata dal mare alla base del molo adiacente alla pescheria e, mediante un potente sistema di pompaggio, viene spinta nella torre dell’orologio a circa 10 metri di altezza. Dove è riempita una grande vasca di decantazione, dalla quale l’acqua, per caduta, viene erogata al piano terra. Il sistema - riassume la fonte comunale - è un circolo aperto che ha il vantaggio di sostituire continuamente l’acqua, lasciando integro il suo contenuto di plancton. —


 

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