Bici sulle corsie preferenziali: no di tassisti e autisti dei bus a Trieste

Contestata la volontà del Comune di testare da settembre la convivenza con le due ruote in via Carducci, via Mazzini e sull’asse Tarabocchia-Conti

TRIESTE «No alle biciclette sulle corsie preferenziali». Gli autisti degli autobus e i tassisti bocciano senza riserve la possibilità, avanzata dalle associazioni che promuovono la mobilità ciclabile, di consentire alle bici di percorrere le preferenziali su via Carducci e sull’asse che da via Tarabocchia, passando per via D’Azeglio porta lungo via Conti. Il Comune, però, apre uno spiraglio, valutando la possibilità di fare un test di convivenza tra biciclette (non monopattini), autobus e taxi su quelle strade.



Ma andiamo per ordine. La proposta delle “corsie bus ciclabili” è contenuta del “Piano per la mobilità urbana post Covid-19 portato sui tavoli di confronto con il Comune dalle associazioni Tryeste, Fiab, Uisp, Legambiente, Fridays For Future, Bora.La, Zeno, Link, Spiz e Cammina Trieste. L’idea non è stata per niente ben digerita da chi guida autobus e taxi. Di recente i sindacati degli autisti della Trieste Trasporti hanno voluto incontrare anche il sindaco per esprimere in merito la loro ferma contrarietà. «Il transito di biciclette e monopattini nelle corsie preferenziali - scrivono in una nota - andrebbe a creare pericolosità per i nuovi soggetti in transito, peggiorando le condizioni di lavoro dei conducenti dei mezzi pubblici».



Per i rappresentanti degli autisti le biciclette andrebbero a rallentare ulteriormente i tempi di percorrenza già ridotti, causando ritardi e disagi per l’utenza. Preferenziali si trovano, ad esempio, sulle vie Mazzini, Gallina, Ghega, Carducci, Tarabocchia, D’Azeglio, e Conti. Non sembrano esserci particolari problemi per via Mazzini, mentre autisti e tassisti mettono il bollino rosso su via Carducci e Conti. «Ci opponiamo per questioni di sicurezza e di efficienza del servizio – sottolinea Mauro De Tela di Uritaxi – . Non servono i test, i ciclisti sfrecciano comunque già sulle preferenziali e le criticità sono evidenti. Serve realizzare piste ciclabili, non rendere ciclabili le preferenziali».

I tassisti evidenziano, tra l’altro, l’assenza delle frecce e dello specchietto retrovisore nelle bici che impedisce il tempestivo rilevamento dei veicoli in arrivo posteriormente, con l’aggravante, ad esempio, della mancanza di rumore delle auto ibride, molto diffuse oramai tra i taxi. C’è poi mancata conoscenza dei ragazzini delle norme del Codice della strada, e un uso improprio delle cuffie musicali. Insomma una bocciatura su tutta la linea.

«Sulla mobilità ciclabile c’è un tavolo aperto, tutte le realtà coinvolte sono state ascoltate e verranno nuovamente convocate, – assicura l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli –ora serve capire se è possibile trovare un equilibrio e una proposta condivisa che tenga conto dell’interesse pubblico collettivo, per garantire il servizio alla totalità dei cittadini». Polli anticipa che proporrà «previo via libera degli uffici tecnici, una breve sperimentazione per capire se può funzionare. Un mese di test di convivenza tra bici, autobus e taxi sull’asse che da piazza Libertà arriva fino in Largo Barriera».

L’esperimento potrebbe iniziare già a settembre. «Il test potrebbe servire per capire quanti ciclisti utilizzerebbero quelle preferenziali – osserva il direttore del Dipartimento Mobilità e Traffico Giulio Bernetti – ma anche, ad esempio, gli eventuali ritardi causati al trasporto pubblico. Una prova potrebbe servire per ritrovarsi poi attorno ad un tavolo e tirare le somme». La decisione ora spetta alla politica, alla Giunta in questo caso, che dovrà dare parere favorevole o contrario al test. —


 

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