Barcola invasa dai rifiuti abbandonati dai bagnanti

Rifiuti gettati a terra in Pineta a Barcola

Ogni sera un tappeto di avanzi di cibo e immondizie che spesso finiscono in mare. Tra pineta e parcheggio restano a terra innumerevoli mozziconi e mascherine 

TRIESTE Un tappeto di immondizie, più frequente nel week end, ma che si ripete spesso anche in settimana. Quando i bagnanti in serata se ne vanno dalla pineta di Barcola, quel che resta è uno scenario desolante. Ovunque tra alberi, erba e cespugli spuntano bicchieri, bottiglie e contenitori di plastica, lattine vuote, pacchetti di sigarette, mozziconi a volontà, ma anche avanzi di cibo e volantini che pubblicizzano diverse pizzerie, sparsi dappertutto.

Bagnanti a Barcola domenica 9 agosto (Silvano)


E sì che basterebbe poco per evitare il degrado generale. I cestini dei rifiuti non mancano, alcuni sono vuoti, ma c’è chi, evidentemente, pur di non fare qualche metro, preferisce lasciare tutto a terra. Camminando si nota anche qualche contenitore pieno, e anche qui l’ inciviltà si fa sentire.



Invece di proseguire fino al bidoncino più vicino, poco distante, gli scarti sono gettati all’esterno. C’è poi chi utilizza le bottiglie di plastica per gettarci dentro le immondizie, anche queste poi dimenticate, piene di sacchetti, fazzolettini sporchi, posate di plastica e bicchieri accartocciati. Sull’erba è lunga, poi, la fila di volantini colorati, decine e decine di liste di bibite e pizze. Si riconoscono almeno tre locali diversi.



«Quest’anno – spiegano alcuni ragazzi – più volte al giorno c’è chi distribuisce la pubblicità di pizzerie. Su tutto il lungomare». Chi riceve il depliant però, spesso se ne libera subito. E non nel modo corretto. A completare il quadro desolante si aggiungono le mascherine chirurgiche, anche in questo caso non conferite correttamente, presenti in particolare accanto ai mezzi parcheggiati, tra auto e scooter, sia su piazzale 11 settembre che lungo viale Miramare. Ma la piaga più grande è la plastica. Basta qualche raffica di vento perché tutto finisca in mare. E molti residui si trovano anche tra gli scogli, a pochissima distanza dall’acqua. Proprio qualche settimana, durante una pulizia dei fondali davanti al Cedas, è stato il materiale più frequente ritrovato sott’acqua.

pacchetti di sigarette e plastica a terra


E la stessa situazione si era ripetuta anche in altri interventi in passato, come nella Sacchetta o a Grignano. Maurizio Spoto, direttore Area Marina Protetta di Miramare, aveva fatto un appello al buonsenso delle persone di recente, per la plastica di bicchieri e bottiglie, abbandonata tra Rive e Molo Audace. «Il rischio – aveva ricordato – è che venga ingerita da tanti animali che popolano il nostro golfo. E le conseguenze sono anche per noi, perché la plastica finisce, e già sta accadendo, nella catena alimentare». Secondo i dati diffusi dal Wwf, la plastica è ormai nel cibo che mangiamo e nell’acqua che beviamo, rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge, e provoca il 90% dei danni alla fauna selvatica. E le campagne di sensibilizzazione, in tal senso, proseguono ormai da anni.



Un’altra problematica riguarda poi i mozziconi, numerosi tra la passeggiata, la pineta e il lungomare, evidenziata anche dall’associazione All Sail, che in modo volontario ogni mese si occupa di rimuovere le sigarette gettate a terra. E non va meglio ai vicini Topolini. Anche qui, sopra e sotto, scarti di bivacchi consumati in riva al mare sono una pessima abitudine, che continua dall’inizio dell’estate. —


 

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