Nell’Europa orientale crescono i bambini avvelenati dal piombo dell’inquinamento

Sono centinaia di migliaia i piccoli che hanno nel sangue livelli eccessivi del minerale. Un grave problema per la salute. Lo rivela lo studio «Verità tossica» pubblicato da Unicef e Pure Earth

BELGRADO Un giallo pallido che colora l’Europa occidentale e il Nord America, regioni dove il problema è stato quasi completamente eradicato e non preoccupa più di tanto. Un rosso cupo ad accendere ampie parti dell’Asia e dell’Africa, il vero fronte dell’emergenza. E un arancione inquietante, – che a volte verte verso l’amaranto – che tinge ampie zone dell’Europa orientale e soprattutto i Balcani. Le mappe aiutano a comprendere il mondo. Lo fanno anche quelle sviluppate da Unicef e dall’Ong Pure Earth, che hanno riportato alta l’attenzione su un problema grave, spesso sottovalutato o poco conosciuto: quello dell’avvelenamento da piombo che colpisce anche e soprattutto i bambini.

Sono centinaia di milioni in tutto il mondo i minori che per varie ragioni presentano alti livelli di piombo nel sangue, un temibile problema sanitario per le sue ricadute negative su crescita, sviluppo cognitivo, salute, una maligna ipoteca sul futuro, ha segnalato il rapporto «La verità tossica: l’esposizione al piombo mina il potenziale futuro di una generazione», pubblicato di recente dalle due organizzazioni.

La relazione è incentrata in particolare sul continente africano, su quello asiatico e il Sudamerica, ma non solo. Secondo i dati contenuti nello studio, infatti, sarebbero decine e decine di migliaia i minori a rischio piombo anche in aree prossime all’Italia. Problema che riguarda, a livello globale, circa «800 milioni di bimbi» con alti livelli di piombo nel sangue, ha stimato lo studio. Il parametro-chiave è quello dei microgrammi per decilitro. Se un bimbo ne ha più di cinque potrebbe subire gravi impatti sulla propria salute, ma «non c’è un livello minimo di esposizione che sia da considerare innocuo», ha sottolineato l’Organizzazione mondiale della sanità. Fenomeno particolarmente marcato «in Africa e Asia, ma anche in Sudamerica, America centrale», ha evidenziato la ricerca, ma in questa dolorosa classifica compare pure «l’Europa orientale».

E così, secondo stime dell’Institute of Health Metrics and Evaluation (Ihme), riportate dallo studio “Toxic Truth”, sarebbero circa 29mila in Croazia i bimbi con livelli di piombo nel sangue superiori a 5 microgrammi per decilitro, 46mila in Macedonia del Nord, 66mila in Bulgaria, 93mila in Bosnia-Erzegovina, 100mila in Ungheria, 165mila in Serbia, 170mila in Albania. E addirittura 400mila in Romania, contro i circa 160mila dell’Italia, un Paese che ha tuttavia una popolazione tre volte superiore a quella romena. Dati, quelli della Romania, probabilmente dovuti anche all’eredità della stolta e selvaggia industrializzazione dei tempi di Ceausescu, quando il rispetto dell’ambiente era una chimera.

Lo confermano altre mappe sviluppate da Pure Earth, che segnalano i “punti caldi” per l’inquinamento da piombo e da altre sostanze pericolose, ossia impianti industriali e minerari dismessi o ancora attivi. Sono decine, nei Balcani, da Mitrovica (Kosovo), un tempo fiorente cittadina mineraria e industriale, derelitta dopo la guerra del 1999 fino a Obrenovac, Pancevo e Bor (Serbia), a Kovacevo, Radnevo e Stara Zagora (Bulgaria), passando per le cittadine romene di Zlatna e Copsa Mica, vere “bombe” ecologiche. Come lo sarebbero anche altre aree in Albania, da Elbasan a Porto Romano, presso Durazzo. Secondo le mappe collegate allo studio, i Paesi più a rischio contaminazione da piombo sarebbero Bosnia, Albania e Moldova, con livelli di piombo nel sangue in media 3-4 volte superiori a quelli riscontrati a italiani o tedeschi.

Ma come finisce quel veleno nel sangue dei bambini di tutto il mondo? In vari modi. Ci sono i più sfortunati, che «inalano polvere e fumi» se vivono in ambienti dove si “ricicla” il piombo delle batterie al piombo-acido. C’è chi mangia cibo da piatti o scodelle «con rivestimento in piombo» o vive in case dove i muri sono dipinti con vernici contaminate o ancora beve acqua che passa attraverso vecchie tubazioni. Ma ci sono anche contaminazioni derivanti dall’uso nei decenni passati di carburanti a base di piombo così come si scoprono tracce del pericoloso metallo in farmaci, giocattoli, cosmetici. E quelle collegate a un’industria dai sistemi produttivi arcaici, la causa maggiore di contaminazione nell’Europa orientale, isola sventurata per ancora tanti, troppi bambini. —

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