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A Grado spiaggia con cumuli di alghe in mezzo a bagnanti e bimbi

Sospesi i conferimenti a causa della chiusura del centro smistamento di Lignano. La Git con Lovato si scusa: «Troppa burocrazia, si torni ai metodi del passato»

GRADO Prima, nella parte iniziale della stagione, problemi tecnici interni, ora la chiusura del centro di smistamento di Lignano. Fatto sta che verso l’area finale del tratto in concessione alla Git, all’altezza dell’ottavo ingresso della spiaggia, le alghe raccolte vengono accumulate formando una vera e propria collina, dove peraltro i bambini andavano anche a divertirsi (nelle ultime giornate l’area è stata delimitata). Ciò danneggia indubbiamente l’immagine dell’Isola e soprattutto i bagnanti che prendono il sole nelle vicinanze, sistemandosi lungo il viale libero dell’ingresso accanto alla rete di recinzione, e nel quasi adiacente stabilimento “Bora Bora”.



Renato Ronchiato di questo stabilimento è avvilito e dice che non è possibile andare avanti in questo modo: «Questo fa male prima di tutto a Grado e al nostro turismo», afferma il concessionario del “Bora Bora”.

L’amministratore unico della Git, Alessandro Lovato, rammaricato, si scusa con tutti assicurando che presto la situazione sarà risolta. Ma siamo ormai prossimi a Ferragosto (sabato prossimo) e vedere quel cumulo di alghe non è assolutamente opportuno.

Come detto, dunque, l’imminente chiusura dell’impianto di Lignano ha portato alla sospensione del consueto conferimento delle alghe da parte dello stabilimento Git. «È stata individuata una soluzione alternativa – afferma l’amministratore unico Lovato –, che ci permetterà entro la prossima settimana di risolvere il problema».

Per Lovato è l’occasione di mettere in evidenza il problema ultraventennale, «che non ritengo più accettabile», dello smaltimento delle alghe. Il riferimento è al fatto che le alghe che vengono portate in discarica, per quanto riguarda il peso sono per gran parte sabbia. «La stessa sabbia – aggiunge l’au della Git – di cui notoriamente, visto il ricorrersi delle mareggiate abbiamo necessità».

Lovato ricorda ancora che da settembre dello scorso anno la Git ha iniziato a verificare la possibilità dal punto di vista giuridico e tecnico di trovare delle soluzioni ecologiche ed economiche («in questo caso i due termini sono assolutamente sinergici»).

«Purtroppo il pantano di norme, la competenza di diversi enti e gli inevitabili ritardi Covid, non ci hanno ancora permesso di arrivare al traguardo». Fermo restando che per il momento si dovrà pensare allo smaltimento, e velocemente, la Git, come afferma sempre Lovato, dice di voler proporre «quello che per decenni veniva correttamente fatto a Grado per utilizzare al meglio le alghe e preservare la spiaggia: senso comune contro burocrazia – conclude – non è facile ma ce la faremo». Sempre in tema di alghe, passiamo ad un lembo di sabbia, una spiaggetta che si sta formando al confine tra la zona Git e la diga, accanto al primo pennello. Un piccolo tratto sabbioso libero, di competenza pubblica, che si nota e viene utilizzato durante la bassa marea. Capita così che con la bassa marea, come segnalano indispettiti alcuni bagnanti, le alghe non mancano. Poi arriva l’alta marea e le alghe spariscono nuovamente dalla vista dei bagnanti.—

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