Croazia, la movida di Pago riaccende i focolai Covid

La movida a Pago

Una decina di ragazzi veneti e tedeschi infettati a Novalja. L’Assoturistica: «Forse sono arrivati in Croazia già positivi»

FIUME Movida uguale Covid 19. L’equazione è dimostrata. Il mix è di quelli che scatenano il temuto virus e la cosa è avvenuta (sostengono media tedeschi e italiani) sull’isola di Pago, per la precisione nella località di villeggiatura di Novalja, dove di notte i giovani dormono poco o nulla, divertendosi fino all’alba. Discoteche e ritrovi notturni, secondo i citati mezzi d’informazione, sono stati la fonte di contagio per una decina di allievi italiani e per altrettanti tedeschi, domiciliati a Venezia, Padova e Stoccarda. Si tratta di diplomati, che hanno scelto non a caso la località nordadriatica per festeggiare la raggiunta maturità. E sono rimpatriati dopo avere contratto la malattia.



Novalja, per esattezza la vicina Zrce, viene ritenuta la capitale adriatica della movida e anche se party e festival non si accavallano in modo caotico come negli anni scorsi. Il numero dei festaioli, a causa della pandemia, è di molto inferiore rispetto al recente passato, ma ci sono sempre comitive di giovani provenienti da mezza Europa che si catapultano verso la più lunga delle isole adriatiche, per fare festa e divertirsi.

Anche dalla Slovenia sono state lanciate critiche all’indirizzo di Pago, che viene definita un pericoloso focolaio, dove il distanziamento sociale è un optional, poco o per nulla rispettato.



Il direttore dell’Assoturistica croata, Kristijan Stanicic, ha invece obiettato che diversi giovani sarebbero arrivati a Pago presentando probabilmente i tipici sintomi della malattia. «Non c’è alcuna conferma ufficiale che il contagio sia avvenuto nel nostro Paese – spiega Stanicic – potrebbe aversi che siano entrati in Croazia già colpiti dal Covid, virus che poi si sarebbe manifestato in pieno dopo il rimpatrio. Posso confermare che i nostri lavoratori turistici sono molto disciplinati e rispettano alla lettera le misure cautelative epidemiologiche».



Sia come sia, le polemiche si sprecano e dall’estero arrivano molte critiche all’indirizzo di Zrce. A Padova sono risultate positive al Covid-19 due ragazze 18enni. Assieme ad un’altra ventina di coetanei (tutti veneti, fra cui 13 padovani), avevano fatto parte di una comitiva giunta a Pago tramite un’agenzia turistica di Brescia. Si stanno tracciando ora tutti i contatti avuti dalle due giovani e dai loro amici. Le condizioni delle due padovane non sono affatto gravi: una di esse presenta sintomi poco preoccupanti, mentre l’altra è asintomatica. —


 

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