Integrazione porto-ferrovia: per Trieste pronti 40 milioni

Nell’ambito del finanziamento del governo che sblocca 906 milioni per lo sviluppo delle reti infrastrutturali e la modernizzazione degli scali italiani

TRIESTE. Sono una quarantina i milioni di euro messi a disposizione del porto di Trieste all'interno dello stanziamento complessivo di 960 milioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per 23 opere progettate dalle Autorità di Sistema portuale italiane e ritenute meritevoli di finanziamento. La conferenza Stato-Regioni ha infatti dato via libera al decreto del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Sul fronte del porto triestino si tratta della realizzazione del nuovo layout del piano di armamento ferroviario portuale (32,2 milioni). Altri 8 milioni serviranno a lavori di tombamento tra il molo Quinto e Sesto.

Si completa quindi il pacchetto di finanziamenti delle opere previste per aumentare la capacità ferroviaria del porto triestino a 25 mila treni movimentati l’anno entro il 2025. Si tratta di un piano complessivo (valore circa 200 milioni) di infrastrutturazione ferroviaria del porto, sulla base degli accordi con Rfi, con la valorizzazione della Stazione di Trieste Campo Marzio lungo la dorsale Aquilinia e Servola.

La Banca europea per gli investimenti ha già concesso un prestito di 39 milioni di euro e altri 6,5 milioni sono arrivati da parte della Commissione Ue.Prevista la realizzazione di interventi anche tecnologici, tra cui un nuovo assetto nel piano d’armamento portuale che creerà una migliore connessione con i moli Quinto, Sesto e Settimo. Un efficiente sistema integrato tra lo scalo e la rete ferroviaria rappresenta uno dei principali motivi che stanno alla base della crescita del porto guidato dal presidente Zeno D’Agostino.

La sfida lanciata ai rivali Amburgo e Rotterdam, con le opere finanziate, diventa concreta. «Vogliamo migliorare la connessione del porto di Trieste con l’infrastruttura ferroviaria nazionale per incrementare la quota di traffico ferroviario. Adesso possiamo essere tranquilli perché tutta la parte ferroviaria progettata è totalmente finanziata», precisa il numero uno del porto. Più di 400 treni al mese collegano il porto di Trieste alle aree manifatturiere e industriali dell'Italia Nord-Est e dell'Europa centrale, con destinazioni come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera e Lussemburgo. L’obiettivo è creare un unico sistema di gestione del trasporto ferroviario delle merci provenienti dal porto.

Una prima tranche di 794 milioni, a valere sulle risorse complessivamente già disponibili nel Fondo investimenti, verrà utilizzata per i primi 20 interventi strutturali ritenuti prioritari e immediatamente cantierabili, nonché rispondenti ai criteri di sostenibilità ambientale, di messa in sicurezza e completamento di opere già parzialmente finanziate.

La seconda parte, pari a 112 milioni, sarà assegnata nel prossimo mese di settembre, a seguito del riparto del Fondo Investimenti 2020. In particolare, alle Autorità portuali ricomprese nelle regioni settentrionali sono stati destinati finanziamenti per 308 milioni circa: «Il decreto agisce sul rafforzamento delle opere infrastrutturali per avere porti più moderni, efficienti e meglio collegati alle reti viarie e ferroviarie», ha detto al Sole il sottosegretario ai Trasporti Roberto Traversi. 




 

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