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È in programma a ottobre l’udienza in Tribunale sul caso del ventitreenne romano Alessio Vicchi, finito in coma la notte della Barcolana del 2018 dopo aver preso un pugno al volto da uno sconosciuto durante un diverbio sulle Rive, a pochi passi dalla Stazione Rogers. Il giovane aveva sbattuto la testa sul marciapiede perdendo conoscenza.

L’aggressore, che dopo aver sferrato il pugno era subito fuggito dileguandosi tra la folla, si chiama Francesco Fedeli: è un ventiquattrenne nato a Torre del Greco e residente in Veneto. Aveva reagito violentemente perché Vicchi aveva guardato la sua fidanzata.

Il colpo in testa aveva comportato un grave trauma per il ventitreenne romano: una frattura della scatola cranica, contusioni cerebrali multiple e un’emorragia. Nelle settimane successive il ragazzo era uscito dal coma e si era ripreso. Ma i medici avevano diagnosticato danni permanenti.

Sul caso era stata aperta un’indagine (pm Lucia Baldovin), affidata alla Squadra mobile di Trieste. Gli agenti erano riusciti a rintracciare il responsabile con pochi fotogrammi: 11 secondi di immagine ripresi da una telecamera installata sulle Rive. In un frame, in particolare, si poteva scorgere parte del volto. È così che è stato possibile ricostruire un identikit (grazie anche al supporto degli esperti della Polizia Scientifica del Gabinetto interregionale di Padova) e risalire all’aggressore. —

G.S.

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