Asili nido comunali al via il 7 settembre a Trieste. Ecco le graduatorie: accolto 1 bimbo su 2

Quattro bimbi all'asilo nido

Ok a 568 domande sul totale di 1.192 arrivate in Municipio. Poi le materne: municipali riaperte dal 14, statali dal 16

TRIESTE Il prossimo 7 settembre ripartiranno i nidi, il 14 le scuole dell’infanzia comunali, il 16 le materne statali. L’apertura di tutti i Servizi integrativi scolastici (Sis) è fissata al 16 settembre 2020. Il 9 settembre, invece, riprenderà l’attività dei ricreatori: fino all’11 settembre dalle 7.30 alle 14.30, dal 14 settembre con il turno pomeridiano dalle 14.30 alle 19.30. In occasione delle giornate dal 15 febbraio al 17 febbraio 2021, cioè per Carnevale e per il mercoledì delle Ceneri, i ricreatori osserveranno l’orario di apertura antimeridiana, dalle 7.30 alle 14.30. Il Comune di Trieste ha definito così il calendario scolastico dei più piccoli per il 2020-21.

Le famiglie ora hanno finalmente dei riferimenti. «Dopo l’esperienza dei centri estivi avviati il 15 giugno e che, pur nelle difficoltà del momento, abbiamo gestito regolarmente e con buoni risultati, ora ci prepariamo all’avvio dell’anno scolastico», precisa l’assessore all’Educazione Angela Brandi.



Da ieri, intanto, sul sito del Comune sono consultabili le graduatorie degli asili nido: 1.192 (151 in più rispetto allo scorso anno) le domande pervenute all’amministrazione, 568 quelle accolte. In pratica un bimbo su due ha trovato posto.

La disponibilità dei posti è garantita anche dal rinnovo della convenzione triennale con gli asili nido privati, che al sistema riescono ad assicurare 195 spazi. «Mentre i fruitori pagheranno anche quest’anno la stessa tariffa dello scorso, rimasta invariata da quando si è insediata questa giunta – ci tiene a sottolineare l’assessore –, siamo riusciti a garantire un aumento del 5% delle tariffe che corrispondiamo alle strutture convenzionate, che non subivano dei ritocchi all’insù dal 2016».

Così, ora, per un bambino ai nidi convenzionati verranno destinati dai 650 ai 735 euro, a seconda del tipo di realtà. Nel contratto che regola i rapporti tra il Comune e i nidi privati convenzionati, inoltre, è stato previsto l’inserimento di una clausola di salvaguardia Covid-19 che li tutela al 50% nel caso i servizi dovessero subire un altro arresto forzato causa emergenza. È bene ricordare, infatti, che nei mesi passati, a fronte della mancata erogazione del servizio, queste strutture che di fatto sono attività imprenditoriali private non hanno potuto contare su alcuna entrata economica: struttura chiusa, bimbi a casa, zero incassi con alcune spese che però non si sono fermate.

Nidi e scuole dell’infanzia comunali potranno prevedere scaglionamenti degli orari di ingresso e di uscita. «Grande attenzione verrà data all’informazione – assicura Brandi –: le famiglie dovranno sottoscrivere un patto di corresponsabilità, entreranno in campo anche nell’automonitoraggio, e per spiegare al meglio ogni dettaglio avvieremo degli incontri personalizzati con i genitori».

Critiche da Brandi sono state rivolte al vincolo del governo che limita l’assunzione a tempo determinato di personale, con un tetto di spesa rimasto fermo al 2009. «Per garantire il servizio richiesto – spiega – il Comune assumerà a tempo determinato 48 educatori, 30 per le materne e 18 per i nidi, facendo fronte ad una spesa di circa un milione di euro, e questo senza che lo Stato garantisca alcun sostegno». Per l’assessore «bambini e famiglie sono stati i più penalizzati da questa emergenza. Noi ci siamo adeguati alle disposizioni pur attivando altri servizi, quali la promozione di attività negli spazi verdi e giardini pubblici e, a supporto delle famiglie, con progetti educativi a distanza». —


 

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