Trieste, cinque nuovi condomini nel maxi “cratere” a Gretta

Il grande spiazzo vuoto rimasto nel cuore del rione di Gretta dopo l’abbattimento delle palazzine tristemente noto come “case degli orrori” perché teatro dell’omicidio Novacco

L’Ater accelera sulla costruzione delle palazzine che prenderanno il posto  del comprensorio in cui avvenne l’omicidio Novacco. Lavori al via in primavera

TRIESTE Inizierà nella primavera del 2021 il cantiere per la costruzione delle nuove palazzine Ater di Gretta, in via Gradisca e via Gemona. A settembre sarà il turno della gara d’appalto, per un intervento da 9 milioni di euro. I vecchi condomini, tristemente noti per l’omicidio di Giovanni Novacco nel 2011, erano da tempo abbandonati e già all’epoca versavano in uno stato di forte degrado, demoliti poi tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Ora la zona si prepara a un nuovo capitolo, con la realizzazione di una novantina di appartamenti moderni, funzionali, oltre a un garage e ad aree verdi.

«Abbiamo affidato l'incarico di verifica del progetto esecutivo ai fini della validazione alla società di ingegneria Simm-Masoli/Messi, e tutto procede bene - spiega il presidente dell’Ater Riccardo Novacco - abbiamo chiesto di recente al progettista di aggiornare tutto con le norme attuali. Contiamo dunque di poter far partire la gara d’appalto a settembre 2020».


Considerando che l’iter richiederà circa cinque mesi, la consegna dei lavori avverrà indicativamente nella primavera del 2021, quando inizieranno gli interventi veri e propri, che daranno vita a cinque palazzine, con la stessa volumetria delle precedenti e sullo stesso sedime. «Il cantiere - anticipa Franco Korenika, direttore dell’ Ater - durerà complessivamente 600 giorni e comprenderà anche i parcheggi interrati, visto che la zona presenta una carenza di posti auto. Era fondamentale garantire anche uno spazio per i veicoli. Le nuove case avranno la dimensione di quelle vecchie, ma saranno di sicuro più confortevoli ed efficienti».

E cambierà radicalmente anche la disposizione dei vari alloggi. «Quelli precedenti erano molto piccoli, con una stanza, una cucina e un bagno microscopico. Ora saranno più ampi e moderni. In più - anticipa - alcuni saranno riservati a famiglie numerose, con più figli, con una metratura di oltre 100 metri quadrati, con la possibilità di avere tre o quattro stanze. Sono poche le richieste in tal senso, ma comunque ci sono, quindi c’era la necessità di avere a disposizione anche soluzioni più grandi. In pratica saranno alloggi duplex - spiega - due uniti insieme, sullo stesso piano o su due livelli».

Le palazzine preesistenti erano state edificate negli anni Cinquanta, con una serie di 120 mini alloggi all’interno, che all’epoca erano stati fondamentali per rispondere all’emergenza abitativa, diventati nel tempo vetusti e scomodi. Lentamente erano stati svuotati e gli inquilini trasferiti in altre zone. Era stata avviata anche un’operazione preliminare di bonifica del sito, con la rimozione dei pavimenti e di altri materiali pericolosi, portati nelle discariche differenziate da parte di imprese specializzate. Le finestre dei piani più bassi e tutti gli ingressi erano stati murati, ma distrutti a più riprese, con l’ingresso di balordi e frequenti atti vandalici. Recinzioni e transenne venivano puntualmente spostate, per eludere i divieti di accesso.

Inizialmente era stato ipotizzato un intervento di ristrutturazione completa, poi la decisione di demolire tutto e ricostruire. Il 27 dicembre 2017 quindi le ruspe erano entrate in azione, per abbattere i fabbricati, davanti agli sguardi incuriositi di tanti residenti, per un intervento consistente, che si era concluso nel febbraio 2018, lasciando una lunga distesa di detriti, rimossi successivamente. —
 

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