Sulla motonave nel golfo di Trieste fra tartarughe e delfini

L’associazione DelTa offre l’opportunità di vedere da vicino gli abitanti del mare sul Delfino Verde. L’obiettivo è diffondere la cultura della tutela dell’ecosistema

TRIESTE Non è solo una linea marittima stagionale che congiunge Trieste a Grado, ma anche un punto di osservazione d’eccellenza in mezzo al golfo. Stiamo parlando della motonave Delfino Verde che, con alla guida il comandante Silvano Peric, quotidianamente fa la spola con l’Isola d’Oro, ma che contemporaneamente offre la possibilità di monitorare gli avvistamenti di delfini e tartarughe e di altri organismi marini.

Questa iniziativa parte dall’Associazione DelTa (acronimo di Delfini e Tartarughe in Golfo di Trieste), una realtà no profit di promozione sociale composta da biologi marini, ricercatori e veterinari con l’obiettivo di promuovere una cultura per la conservazione degli ecosistemi marini e costieri e di rispetto per gli ecosistemi naturali. Questa attività di monitoraggio è possibile anche grazie alla disponibilità della Delfino Verde Navigazione e delle società di trasporto pubblico regionale concessionarie.


«Gli anni scorsi, d’estate – racconta Milena Tempesta, biologa e volontaria dell’associazione – effettuavamo delle uscite sul Delfino Verde assieme ai ragazzi delle scuole superiori che alternano studio e lavoro per attività di avvistamento di organismi marini come tartarughe, delfini, meduse, e di uccelli nonché per il monitoraggio del traffico di imbarcazioni e il censimento dei macro rifiuti».

Tutti i dati raccolti su cetacei e tartarughe marine vengono poi inviati a fine anno al servizio di Sanità pubblica e veterinaria della Regione e successivamente al Ministero dell’Ambiente. Da questo monitoraggio si è potuto appurare che i principali habitué del golfo di Trieste sono alcuni delfini del tipo Tursiope, presenti con una colonia stanziale fra Lussino e Pirano che conta una settantina di esemplari, e le tartarughe marine Carretta – Carretta provenienti generalmente dalla Grecia e che raggiungono l’alto Adriatico per foraggiarsi nella zona di Grado per poi ritornare, da adulte, a deporre le uova sulla spiaggia dove sono nate, nella zona di Zante.

«Questa è la nostra quarta stagione di monitoraggio a bordo del Delfino Verde ed abbiamo constatato con soddisfazione che la sensibilità delle persone verso l’ambiente è molto cambiata negli ultimi anni: pur non essendo noi presenti ogni giorno ma soltanto alcune volte alla settimana, numerose sono le segnalazioni che ci arrivano puntualmente dalla gente».

Oggi, grazie alla tecnologia, è stata creata AvvistApp, una applicazione targata Ogs e sviluppata da DelTa per la parte tartarughe e cetacei, alla quale è possibile inviare una segnalazione di avvistamento dal proprio cellulare. Ma i dati generalmente raccolti dall’Associazione DelTa provengono da varie fonti: il 25% direttamente dai volontari stessi, un altro 25% dal personale e dai passeggeri del Delfino Verde, il 30% dai social e dalla app, un restante 10% da ricercatori e un ulteriore 10% da altri canali.

Le attività svolte dal sodalizio si possono riassumere in quattro punti: conservazione degli ecosistemi marini, sensibilizzazione e formazione, collaborazione e networking, monitoraggio, raccolta e diffusione dati.

Inoltre l’associazione è riconosciuta dalla Regione quale soggetto facente parte della rete regionale di intervento e primo soccorso a tartarughe marine. L’Associazione Delta può essere contattata ai seguenti numeri di telefono: 320-8238959 oppure 333-6150121. In alternativa si può scrivere via mail all’indirizzo delta.adriatico@gmail.com o sulla pagina Facebook DelTa.Delfini Tartarughe. —


 

Zuppa fredda di barbabietola, arancia e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi