Fedriga: "Se il governo non cambia le regole sul trasporto pubblico, le scuole rischiano di non riaprire"

L'intervento del governatore Fvg alla Conferenza delle regioni, dove ha ribadito che in Fvg non si torna indietro e si continuerà a viaggiare alla massima capienza. "Se il Governo intende andare in un'altra direzione, deve fornire alle Regioni, oltre che le risorse necessarie, anche mezzi e personale, altrimenti si rischia che le scuole non si aprano"

TRIESTE «Se il Governo proseguirà sulla linea che ha voluto tracciare sul trasporto pubblico locale, di fatto non permetterà la riapertura delle scuole». Lo ha detto il governatore Massimiliano Fedriga, intervenendo alla Conferenza delle Regioni. «Il Friuli Venezia Giulia è intervenuto sempre in modo responsabile, con disposizioni capaci di conciliare la tutela della salute pubblica con la ripresa delle attività economiche e, in un futuro ormai prossimo, con la riapertura delle scuole. Se il Governo intende andare in un'altra direzione, deve fornire alle Regioni, oltre che le risorse necessarie, anche mezzi e personale, altrimenti si rischia che le scuole non si aprano», ha aggiunto Fedriga.

Nel mirino, la decisione del Governo di far prevalere la linea dura su tutta la linea: non solo niente treni pieni al 100%, ma neanche pullman, bus e metro. «Esistono evidenze scientifiche che senza il metro di distanziamento a bordo di questi mezzi, dove il ricambio d’aria è insufficiente, il rischio di contagio diventa considerevole», hanno messo in chiaro gli scienziati, in collegamento con la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. La quale, di fronte al peggioramento del quadro epidemiologico, ha alzato bandiera bianca, per cui su treni e bus a lunga percorrenza si viaggerà con il posto libero affianco. A meno che non sia occupato da «persone che si frequentano abitualmente».

Ma cosa accadrà nel trasporto locale? Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha fatto sapere ai governatori che il governo non intende impugnare le delibere regionali che hanno autorizzato i viaggi a pieno carico. Sulla falsa riga della politica adottata già dal Dpcm del 14 luglio: «La responsabilità è delle regioni, che devono valutare il da farsi in base al quadro epidemiologico».

E il Friuli Venezia Giulia non intende fare marcia indietro, come ha ribadito lo stesso Fedriga anche su Facebook: "Il Friuli Venezia Giulia non torna indietro rispetto alle scelte già operate settimane addietro per garantire una ripresa dei servizi in sicurezza. Si continuerà a viaggiare a capienza piena su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale". 

Già nei giorni scorsi la giunta Fvg aveva chiarito che, dopo la marcia indietro con cui il governo ha mantenuto la capienza dimezzata su Frecce e Intercity, in Fvg su treni regionali, autobus del trasporto pubblico, taxi e funivie si continuerà a poter viaggiare al 100% di riempimento, sempre con obbligo di mascherina, come avviene da metà giugno.

«La decisione – spiegava la nota ufficiale – è stata assunta sulla base dell’evoluzione dell’epidemia in Fvg e del costante incremento della domanda di servizi di trasporto collegata alla ripresa delle attività economiche e al conseguente movimento dei pendolari, nonché alla ripresa dell’attività turistica».

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