«Sporcizia a riva e schiamazzi»: la "rivolta" nel lato maschile del Pedocin

Segnalata dagli habituè la presenza di rifiuti in spiaggia a causa del mancato posizionamento delle barriere. L’assessore Giorgi: «Provvederemo al più presto»

TRIESTE Mare sporco e senza le cosiddette “panne”, ossia i limitatori presenti a pelo d’acqua che impediscono alla sporcizia di giungere fino a riva. Schiamazzi continui. Tuffi nelle aree non consentite. Per non parlare poi delle lunghe code, magari sotto al sole, per riuscire ad entrare. Sono solo alcune delle critiche mosse dai frequentatori della parte maschile del Pedocin, stufi di dover litigare con gli altri clienti del “bagno” per il rispetto dei nuovi obblighi, ma anche delle classiche regole di buona educazione.



«Fino all’anno scorso c’erano i cartelli con scritto “vietato tuffarsi” - spiega un utente del lato maschile - quest’anno invece non sono presenti e i ragazzini continuano a buttarsi in mare da dove non si potrebbe. Nessuno può dire loro niente - prosegue - ma da episodi come questo nascono fastidiose liti. I bagnini fanno quello che possono per riportare l’ordine, ma se manca il cartello è come pretendere la multa senza che ci sia il segnale di divieto di sosta».

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C’è poi il capitolo panne. Dopo che nei mesi di giugno e luglio lo specchio d’acqua antistante la spiaggia ne era sprovvisto, da sabato scorso ne è stata adagiata una fila sulla spiaggia, in attesa di venire posizionata in mare. «Un po’ in ritardo sulla tabella di marcia - racconta sempre uno dei fruitori della spiaggia comunale -, considerando che siamo ormai oltre la metà della stagione balneare». Nel frattempo, come sottolineano altri bagnanti, in questi primi due mesi si sono riversati a riva sporcizie di ogni tipo, dalla plastica ai condom e perfino qualche topo.



Qualche criticità si leva anche dal lato femminile. Qui le proteste si concentrano anche sulle file che si formano all’esterno. Una situazione provocata dal diritto di prelazione dei posti ad ogni cambio turno, ossia nelle prime ore di apertura al mattino e al pomeriggio. «La prelazione per gli abbonati c’è fino alle 9 e mezzo - spiega una donna in coda -, ma capita di dover aspettare oltre un’ora prima di riuscire a entrare. Servirebbe anche un cambiamonete perché la macchinetta all’entrata non dà resto e quindi è necessario entrare con l’euro contato».



A tutte queste criticità cerca di dare una risposta l’assessore con delega ai servizi generali, Lorenzo Giorgi. «Quest’anno per riuscire a dare un’estate di seminormalità nei nostri stabilimenti balneari abbiamo dovuto faticare non poco - spiega - senza contare che per venire incontro all’emergenza Covid il Comune ha dovuto operare dei tagli al bilancio. A farne le spese, fra il resto, proprio le panne che limitano l’afflusso della sporcizia sulla spiaggia comunale. Eravamo già pronti ad acquistarne di nuove ad aprile, ma a causa di questi tagli abbiamo dovuto optare per il rammendo di quelle già presenti. Mentre i sub le stavano montando giovedì scorso - continua Giorgi - le stesse si sono scucite. Entro la settimana però dovremmo riuscire a completare l’operazione».

Niente da fare, invece, per quanto riguarda la problematica file. «Alle 8 e 30 il bagno al lato femminile è già sold out - spiega - e noi non possiamo derogare al numero massimo di accessi. Sul cambiamonete ci stiamo lavorando, il problema è che non abbiamo una persona con la qualifica per riscuotere un quantitativo importante di monete, quante se ne sommano a fine giornata. Per quanto riguarda la questione tuffi - conclude Giorgi - invitiamo gli utenti a rispettare le regole. E se mancano le prescrizioni provvederemo a reinstallare le tabelle». —
 

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