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Processo bis sul “caporalato” a Monfalcone, reati a rischio prescrizione

Da valutare la scadenza termini della partecipazione all’associazione a delinquere nonchè di alcune ipotesi relative a indebita percezione di benefici previdenziali

MONFALCONE. Si profila una serie di prescrizioni di reati per il processo-bis in relazione al “caporalato” nell’ambito dell’appalto nel cantiere navale di Monfalcone. Il procedimento chiama in causa otto imputati (due Giuseppe Comentale, Catello Comentale, Anna Comentale, Vincenzo Comentale, Kamal Morshed, Gennaro Napoletano, Carmine Sirignano), nonché quali persone giuridiche le imprese Elynaval Srl, S.C.F. Srl, ISO.C. Srl, MA&EA Srl.

È quanto verrà valutato durante la prossima udienza, che è stata fissata per il prossimo 19 novembre. Lo scorso 9 luglio, al Tribunale di Gorizia, il Collegio presieduto dal giudice Marcello Coppari ha sciolto le riserve in ordine ad una sequela di eccezioni che erano state sollevate da parte delle difese. Eccezioni in sostanza per la gran parte respinte dal Collegio giudicante, in particolare a fronte della conferma di costituzione di parte civile della Fiom Cgil, che pertanto rimane a tutti gli effetti nel procedimento, affiancandosi alle parti offese, i lavoratori.


I fatti sono riferiti al periodo tra il 2012 e il 2014. E a questo punto si pone l’aspetto in ordine ad alcuni reati contestati. La valutazione è prevista per la prossima udienza, prima del dibattimento. Si tratta della verifica circa la decorrenza dei termini di prescrizione relativa all’associazione a delinquere, non riferita però ai promotori per i quali le pene previste sono più gravi. Al vaglio quindi ci sarebbero sei posizioni alle quali è stata attribuita questa tipologia di reato in forma di minore entità, considerando il ruolo di partecipazione. Da valutare anche alcune ipotesi di reato relative all’indebita percezione di benefici previdenziali attraverso false autocertificazioni.

A seguito dell’eventuale pronuncia di prescrizione, rimarrebbero pertanto in piedi l’associazione a delinquere contestata ai promotori, due posizioni, e l’ipotesi di estorsione, reato non ancora a rischio prescrizione. Significherebbe un “alleggerimento” del processo sotto il profilo della portata delle contestazioni, pur mantenendo tutti gli imputati.

Resta il fatto che solo dopo la valutazione relativa alle prescrizioni si potrà entrare nel vivo del dibattimento, con le richieste istruttorie e di ammissione delle prove. Numerosi sono i testi presentati dalle parti, si parla almeno di una settantina. Sono una decina quelli della pubblica accusa, rappresentata dal pubblico ministero Laura Collini. I legali difensori sono Campeis, Nuzzolese, Cattarini, Bruno, Pacileo, Barbariol, Borghese, mentre a rappresentare i lavoratori già costituitisi parte civile, di nazionalità bengalese, dipendenti delle ditte di appalto in questione, sono gli avvocati Emanuela Tortora e Sara Carisi.

In sede di udienza preliminare erano usciti di scena una serie di indagati: Maurizio Santese, all’epoca della ditta Smail Sicurezza Srl che formava i lavoratori, era stato assolto per non aver commesso il fatto a fronte del rito abbreviato richiesto dal difensore, avvocato Seibold, assoluzione peraltro proposta dal pubblico ministero. Assolte con la stessa formula anche Michela Peciarich, moglie del più giovane Giuseppe Comentale, Elisa Caldarola, coniuge di Catello Comentale, e Monica Sarcinelli, consorte dell’altro Giuseppe Comentale, difesi rispettivamente dagli avvocati Macor e De Luca, nonché dai legali Campeis e Nuzzolese. Fin dall’avvio del processo, così come in sede preliminare, erano state molteplici le eccezioni poste dai difensori, su più fronti, nel mettere in discussione gli stessi rinvii a giudizio e la costituzione delle parti civili, alcuni lavoratori e la stessa Fiom Cgil.

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