Addetti in arrivo da Est, tocca ai datori di lavoro vigilare sulle quarantene. Via i limiti per i concerti

Sono le novità previste dall’ultima ordinanza firmata da Fedriga. Resta l’obbligo di coprire naso e bocca in negozi e luoghi al chiuso. Rimossi i vincoli di spettatori per gli eventi dal vivo e per le manifestazioni sportive di carattere non professionistico.  Introdotto l’obbligo per i responsabili dei centri migranti e Aziende sanitarie di segnalare chi viola l’isolamento

TRIESTE. Il pericolo del contagio arriva da Est e l’ordinanza firmata ieri pomeriggio dal governatore Massimiliano Fedriga, la numero 22 in vigore fino al 31 agosto, stringe su quel fronte. Imponendo tra l’altro agli imprenditori di permettere l’ingresso in ufficio o in fabbrica ai propri dipendenti inviati all’estero per esigenze lavorative e successivamente rientrati in regione o ai soggetti chiamati da oltre confine per essere assunti «solo dopo che abbiano adempiuto alle misure precauzionali per la riduzione del rischio epidemiologico relativo alle persone provenienti dall’estero previste da leggi, provvedimenti e protocolli vigenti».

La quarantena, dunque, per tutti i lavoratori che rientrino da un Paese inserito nell’elenco di quelli – gli ultimi sono Bulgaria e Romania – che si ritiene possano essere veicolo del virus. Stesso obbligo per le agenzie interinali, chiamate a verificare il rispetto delle norme anti-Covid prima di mettere a disposizione delle imprese forza lavoro straniera. Un altro punto del documento si concentra invece sul contagio che può essere trasmesso dai migranti, come accaduto la settimana scorsa a Udine con tre bengalesi positivi al tampone dopo essere stati accolti nell’ex caserma Cavarzerani.

L’ordinanza prevede che i responsabili dei centri per l’immigrazione debbano comunicare immediatamente all'Azienda sanitaria territorialmente competente l’eventuale allontanamento dei rifugiati in isolamento fiduciario, assicurando inoltre il distanziamento degli ospiti. Più in generale, l’ordinanza conferma quanto anticipato da Fabio Barbone, epidemiologo e direttore scientifico del Burlo di Trieste, coordinatore della task force regionale anti-Covid. Anche in Friuli Venezia Giulia sarà un agosto con il distanziamento interpersonale e l’obbligo di coprirsi naso e bocca nei luoghi chiusi, ma con presenza di pubblico.

Dunque all’interno di bar e ristoranti, almeno prima della consumazione, nei supermercati, negli uffici comunali, ma anche all’esterno, nelle situazioni in cui non sia possibile assicurare la distanza minima di un metro da persona a persona. La Regione interviene ora precisando il concetto di “metro”: i 100 centimetri tra non conviventi andranno misurati tra bocca e bocca.

Un altro punto modificato è il 13. Il governatore, dopo la riuscita esperienza del No Borders Music Festival del Tarvisiano, con 2mila persone ad applaudire il violoncellista Luka Sulic e il cantautore Brunori Sas, ha ribadito che per concerti e spettacoli dal vivo, al chiuso o all’aperto, non esistono limiti, se non quelli determinati dalla capienza della struttura (e fermi restando gli spazi liberi da garantire tra le sedute fisse), ma inserisce ora in questo contesto anche le manifestazioni sportive di carattere non professionistico, nell’attesa che Roma, in una partita che però il Fvg può solo limitarsi a guardare, decida sul ritorno o meno dei tifosi allo stadio e nei palazzetti dello sport professionistico. Ingresso esteso al numero massimo di persone pure per le celebrazioni liturgiche e religiose che si tengono in luoghi chiusi, purché nel rispetto del distanziamento.

Ordinanza rinnovata, la 23, anche nell’ambito del Tpl, con proroga sempre al 31 agosto dei provvedimenti già entrati in vigore il 26 giugno e che prevedevano la cessazione delle limitazioni del periodo precedente. La mascherina rimane obbligatoria a bordo, ma è consentita l'occupazione del cento per cento dei posti a sedere e in piedi su autobus, corriere e trasporti marittimi.

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