Il Montenegro col turismo in ginocchio punta all’arrivo dei “nemici” russi

Un turista russo fotografa le bellezze di Santo Stefano

Chiesta una deroga per Mosca per gli ingressi: bisognerà esibire un test recente che confermi la negatività al morbo

BELGRADO. Li avevano accusati di aver fomentato un colpo di Stato, li hanno annoverati tra gli amici del presidente della Serbia Aleksandar Vučić decisamente malvisto a Podgorica, ma ora, finito nuovamente nelle morse del Covid-19 il piccolo Montenegro ha deciso che i russi non sono più tanto cattivi. Anzi, facendo una manciata di conti hanno capito che i ricconi amici di Putin, molti dei quali proprietari di alberghi di lusso a Budva sulla costa (l’isolotto di Santo Stefano è anche proprietà di un tycoon moscovita), alcuni poi collegati anche al crimine organizzato montenegrino, sono gli unici che potrebbe salvare la catastrofica stagione turistica del Paese.

Il ministero del Turismo montenegrino ha così chiesto all'organismo nazionale di coordinamento per le malattie infettive di inserire la Russia in un elenco di Paesi i cui cittadini possono entrare in Montenegro se si sono dimostrati negativi nel test per il coronavirus. Le relazioni politiche tra Russia e Montenegro sono state a lungo difficili, come detto, in particolare per l'adesione di quest'ultimo alla Nato nel 2017, ma i russi si riversano in Montenegro ogni estate e tra i 5.000 e i 7.000 sono residenti permanenti nell'ex repubblica jugoslava. L'anno scorso i russi hanno rappresentato il 29,1 per cento di tutti i pernottamenti in Montenegro, davanti ai cittadini della vicina Serbia, Bosnia e Kosovo.

Ma la Russia, come la Serbia, è attualmente in una "lista rossa" di Paesi ai cui cittadini viene negato l'ingresso nel Montenegro. Quelli provenienti da Bosnia, Kosovo e Ucraina possono entrare con un test Pcr (reazione a catena della polimerasi) negativo. «A causa del miglioramento e della stabilizzazione della situazione epidemiologica nel Paese, il ministero sta preparando questa proposta», riferiscono i media locali. «L'organismo nazionale di coordinamento potrebbe prendere una tale decisione per aiutare il turismo, che è il più colpito dalla pandemia». I cittadini dei Paesi nella "lista verde", con meno di 25 casi attivi su 100.000 cittadini, possono entrare in Montenegro senza alcun test.

I legami tra i due Paesi si sono ulteriormente deteriorati, lo ricordiamo, nel 2016 quando il Montenegro ha accusato la Russia di sponsorizzare un tentativo fallito di colpo di stato progettato, presumibilmente, per contrastare l'adesione del Montenegro alla Nato. Il testimone chiave nel processo per il golpe terminato nel 2019, Saša Sindjelić, ha affermato di essere stato assunto da un ufficiale dell'intelligence russa per organizzare il rovesciamento del governo per impedire al Montenegro di unirsi all’Alleanza atlantica. Secondo l'accusa montenegrina, il loro apparente motivo era quello di assassinare l'allora primo ministro Milo Djukanović in un colpo di stato che avrebbe portato al potere l'opposizione filo-russa.

In una mossa a sorpresa nel 2018 però l'offerta del leader montenegrino Djukanovic di migliorare le gelide relazioni del suo Paese con la Russia ha ricevuto un cauto benvenuto a Mosca, dove rimane la rabbia per le accuse piovute contro di lei. Forse i turisti potrebbero riavvicinare anche i fratelli ortodossi. 

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