Generali dimezza l’utile a 774 milioni, ma intende pagare il dividendo-bis

Il gruppo resta “solido” con risultato operativo a 2,7 miliardi. Il ceo Donnet: «In cassa abbiamo 2-3 miliardi da investire»

MILANO. Il primo semestre va in archivio con un utile più che dimezzato per Generali, ma i fondamentali del gruppo assicurativo restano solidi, tanto da spingere il management a confermare la distribuzione della seconda tranche del dividendo. In particolare, il risultato operativo resta stabile a 2,7 miliardi di euro nonostante «un contesto senza precedenti, con pesanti ricadute macroeconomiche e finanziarie determinate dalla pandemia Covid19», sottolinea la compagnia in una nota.

Il business vita è stato penalizzato per 225 milioni dalla crisi, mentre il danni ha avuto benefici di 87 milioni. A quest’ultimo proposito va considerato che le auto di quasi tutti gli assicurati sono rimaste ferme durante il lockdown e poi hanno ripreso a circolare a ritmo ridotto, cosa che ha portato a una minore sinistralità. Di conseguenza il combined ratio (il rapporto tra il costo dei sinistri e le spese di gestione dei premi) è sceso dal 91,8% del primo semestre 2019 all’89,5% di quest’anno.

Proseguendo nella disamina dei dati, il Solvency Ratio (indice di solidità patrimoniale) ha ceduto due punti rispetto al primo trimestre 2020, collocandosi comunque a un rassicurante 194%, mentre i premi complessivi lordi sono saliti dell’1,2% anno su anno, arrivando a quota 36,5 miliardi, grazie alle performance positive sia del vita, sia del danni. L’ultima riga di bilancio crolla invece del 56,7% a quota 774 milioni, zavorrata da svalutazioni su investimenti (derivanti dall’andamento dei mercati finanziari) per 226 milioni, dalla conclusione dell'arbitrato sulla cessione di Bsi (183 milioni) e dall’attivazione del Fondo Straordinario Internazionale per l’emergenza da pandemia (100 milioni).

Per il group ceo Philippe Donnet i risultati ottenuti, alla luce del contesto economico, confermano la validità della strategia fin qui seguita da Generali. Da qui la decisione di confermare le politiche sulle cedole. «Ad oggi intendiamo pagare il dividendo previsto», ha sottolineato. «Abbiamo già pagato la prima tranche e il cda che si terrà l’11 novembre farà le valutazioni necessarie. Oggi non vedo motivi che potrebbero impedirne il pagamento».

In una conference call con i giornalisti, il manager francese ha detto di non poter fare previsioni sul secondo semestre, data l’incertezza che ancora caratterizza i mercati finanziari, sebbene alle prese con una minore volatilità rispetto alla primavera. Donnet non ha voluto invece rispondere alle domande su Cattolica Assicurazioni, limitandosi a sottolineare di «avere grande rispetto per le decisioni che i soci della compagnia prenderanno nell’assemblea di domani (oggi, per chi legge, si deciderà sulla conversione da coop in spa, conditio sine qua non posta dal gruppo triestino per ripatrimonializzare la società scaligera, divenendone il primo azionista, ndr)».

In ogni caso Donnet non ha escluso eventuali, altre acquisizioni. «Dopo le recenti operazioni di m&a, restano in cassa ancora 2-3 miliardi da investire. Se vi saranno delle opportunità, le valuteremo». L’identikit della possibile preda? «Nelle assicurazioni vogliamo crescere ancora in Europa, mentre sul fronte dell’asset management in tutto il mondo», ha sottolineato il timoniere del Leone. Che poi ha detto di attendersi benefici dalla trasformazione digitale in atto. «Con lo scoppio della pandemia, in due settimane abbiamo messo il 90% della nostra forza lavoro in condizioni di lavorare da casa, accelerando un processo di digitalizzazione già in atto da tempo, che tra le altre cose porterà a una riduzione dei costi», ha concluso. 

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