In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

L’incubo di Ben, caduto in un dirupo e salvato dai soccorritori dopo 48 ore

Disavventura a lieto fine per il border collie di una giornalista triestina, rimasto intrappolato tra le montagne di Sauris

2 minuti di lettura

TRIESTE Stava inseguendo un animale selvatico quando è scivolato in un dirupo. A salvargli la vita dopo oltre 48 ore di ricerche è stato il fiuto infallibile di un “collega”, un altro cane che ha indirizzato i soccorsi proprio nel punto in cui lui si trovava prigioniero. Si è conclusa con il lieto fine la disavventura di Ben, un simpaticissimo border collie di due anni, che però ha fatto spaventare a morte la sua padrona, o meglio compagna di vita: la giornalista triestina ed esperta di montagna Anna Pugliese, che nei giorni scorsi si trovava nella sua seconda casa a Lateis, una frazione di Sauris. La stessa che ha fatto da sfondo alla vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso per due giorni interi anche decine di soccorritori.

Tutto è iniziato domenica scorsa. Anna quel giorno aveva deciso di portare Ben e Ishtar - l’altro border collie di famiglia - a fare una nuotata in uno stagno a poche centinaia di metri da casa. «Arrivati sul posto ho sganciato il guinzaglio - racconta la giornalista - e lui ha notato qualcosa muoversi tra gli alberi lì accanto. Ha fatto alcuni balzi tra l’erba alta e poi, da cane curioso e con l’istinto del cane da pastore qual è, si è addentrato tra gli alberi. Io mi sono diretta con l’altro cane sulle rive dello stagno, certa che Ben mi avrebbe subito raggiunto». Invece, il cane è sparito.

Ben infatti non si è tuffato nello stagno con Isthar e ha iniziato a non rispondere più ai richiami di Anna. «Aiutata anche da diverse persone della zona - racconta Pugliese - ho iniziato a cercarlo o ovunque, ma non ce n’era traccia. Dux, il cane di due miei amici, al quale abbiamo anche fatto annusare dei giochi di Ben affinché identificasse il suo odore, ci ha affiancato nelle ricerche. Sopra la forra del Lumiei ha captato qualcosa. Piagnucolava, insisteva su quel punto, indicandoci a modo suo qualcosa».

Nel frattempo erano stati allertati la cinovigile di Tolmezzo, le associazioni animaliste che operano nella zona, i Vigili del fuoco e il Soccorso alpino. Pugliese ha immediatamente lanciato anche un accorato appello sulla sua pagina Facebook, pubblicando delle fotografie del border collie e chiedendo aiuto.

Un ragazzo del soccorso alpino, in forma privata, ha provato a calarsi per qualche metro in quel dirupo dove Dux aveva avvertito qualcosa. Era riuscito a scorgere la carcassa di alcuni animali selvatici, ma non aveva visto Ben. Tuttavia non si è dato per vinto e ha proseguito le ricerche, usando anche un drone per ispezionare l’area. Poi la pioggia di domenica scorsa e il buio che ha inevitabilmente fermato i soccorritori. «Sono dovuta rientrare a casa, non ho dormito tutta la notte, avevo lasciato la luce esterna accesa per facilitare il suo orientamento, andando a guardare fuori dalla porta ogni ora sperando di vederlo spuntare con il suo musetto», ricorda Anna. Lunedì e martedì le ricerche sono proseguire senza sosta. «Poi è arrivata la telefonata di un’amica – racconta la ragazza – che mi annunciava che era di turno la squadra “giusta” alla stazione dei vigili del fuoco di Tolmezzo, persone che si sarebbero fatte in quattro per raggiungere Ben giù nel dirupo. Perché, come ci aveva fatto capire Dux, Ben era certamente laggiù».

E così in effetti è stato. I vigili del fuoco Eddi Miu, Cristian Busolini, Luciano Candido, Emilio Fintolo e Lorenzo Bonetti non si sono persi d’animo, decisi a calarsi in fondo alla scarpata e a porre fine alle estenuanti ricerche che, fino a quel momento, non avevano riportato il sorriso sul volto di Anna. Poi il miracolo: «Ben era lì. Silenzioso. Fermo su una cengetta instabile. Rocce mobili intorno a lui, sole, pioggia, le mosche implacabili che gli avevamo riempito la schiena di larve. Una ferita alla zampa, un trauma cranico. Chissà per quanto ancora avrebbe resistito», scrive Pugliese annunciando dopo oltre 48 ore di agonia il suo ritrovamento.

«È qua sotto, è vivo», ha gridato a un certo punto Cristian. La sua voce ha trasmesso quella felicità attraverso la ricetrasmittente con cui si teneva in contatto con il resto della squadra. Poi il vigile è riapparso in superficie con Ben in spalla, provato ma vivo. Il cane, disidratato, con diverse ferite, la più seria ad un arto, e un trauma cranico è stato subito portato in clinica a Codroipo. Tenuto sotto osservazione e sottoposto a diversi esami, da ieri sera è di nuovo a casa con Anna e Isthar, coccolato e felice. —


 

I commenti dei lettori