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Gorizia, beve acqua in Comune e si sente male: ustioni alla gola per l’assessore Sartori

La bottiglietta presa dal distributore automatico: «Sapore strano, poi bruciori e nausea». La gastroscopia indica lesioni 

GORIZIA Un sorso d’acqua dalla bottiglietta di minerale appena acquistata al distributore automatico, come decine, centinaia di altre volte, per calmare la sete in una giornata di caldo torrido. Subito una sgradevole sensazione d’amaro in bocca, poi un bruciore in gola che, con il passare dei minuti e delle ore, cresce anziché diminuire. E allora la paura, la corsa in ospedale e le analisi che raccontano che in quella bottiglietta c’era qualcosa che non doveva esserci, assieme all’acqua, e che gli ha causato delle lesioni.

Ora sta bene, in ripresa, ma se l’è vista davvero brutta l’assessore comunale alle Attività produttive Roberto Sartori, protagonista di un incidente dai contorni decisamente inquietanti. Martedì mattina Sartori si trovava in municipio quando, accaldato, ha deciso di acquistare dell’acqua da uno dei diversi distributori automatici presenti nella struttura, «come faccio abitualmente praticamente ogni giorno», racconta lui. «Erano le 11, forse le 11.30 – dice –, mi sono frugato in tasca e ho inserito le monete necessarie per acquistare due bottigliette. Le ho prese e subito ne ho aperta una per dissetarmi. Ho un po’ di sinusite, quindi non sento benissimo gli odori, però già all’olfatto la prima sensazione non è stata buonissima, anche se, quasi istintivamente, a quel punto un sorso dalla bottiglietta l’ho dato ugualmente. Ed è a quel punto che ho avvertito un gusto molto amaro in bocca, qualcosa di decisamente anormale». Subito Sartori ha sputato l’acqua, ma una parte era già scesa in gola, e tanto è bastato a provocare un primo leggero fastidio, come un bruciore. Di qui lo sfogo con colleghi e altri dipendenti del Comune (dove subito dopo è stato collocato un cartello sui distributori, invitando a non acquistare l’acqua, con l’intera fornitura che è stata sostituita in poche ore), e poi la decisione di tornare a casa. Da dove, a fronte del peggiorare dei sintomi, parte la chiamata al 112.


«Mi è stato suggerito di recarmi immediatamente al Pronto soccorso, portando con me la bottiglietta incriminata – racconta ancora Sartori, che invece della seconda bottiglietta si era liberato già in precedenza, gettandola in un cestino del Comune –, che poi ho consegnato alla polizia arrivata sul posto dalla Questura avvisata direttamente dal personale medico. Personale che, assieme agli agenti di polizia, tengo davvero a ringraziare per come mi ha trattato e mi ha rassicurato durante tutto il periodo nel quale sono rimasto in osservazione». L’intera giornata di martedì e poi la nottata, per la precisione, tempo necessario per sottoporre Sartori a tutte le analisi del caso, compresa una gastroscopia che ha confermato la presenza di “lesioni di basso grado (2A) al fondo e regione cardiale”, come indicato dal diretto interessato, riferito quindi fra esofago e stomaco causate da “ingestione di caustici”. «Sono stato dimesso questa mattina (ieri ndr), e sono tornato a casa con tre giorni di prognosi – dice Sartori –, ma poteva andare molto peggio e voglio rassicurare sulle mie condizioni tutte le persone che mi conoscono, e che sono state in ansia per me». A Sartori è stato imposto riposo – ieri pomeriggio si è collegato brevemente in videoconferenza con il Consiglio comunale direttamente dalla sua abitazione, a letto – e «di mangiare molto leggero, evidentemente per non sollecitare le parti lesionate», spiega. «Non so ancora cosa contenesse quella bottiglia d’acqua, ma evidentemente deve essere una qualche sostanza chimica che mi ha provocato le lesioni – conclude –. Mi è stato detto che appena arriveranno i risultati delle analisi sul liquido sarò informato, ma per il momento non ho presentato denuncia: sono contento di essere a casa, a recuperare lo stress e la stanchezza. Ad altro sinceramente per ora non penso». —

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