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Marianna Zotti: «Ingiusto cacciare mio padre dalla Lega ma io resto fedele al partito di Salvini»

Sull’asse Gorizia-Monfalcone il caso nel Carroccio che riguarda papà Franco e la figlia le cui strade politiche si separano

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MONFALCONE Il detto tale padre tale figlio (a) smentito a Monfalcone sull’altare alla fedeltà a Matteo Salvini. Tirano un sospiro di sollievo la neo referente Rosanna Tosoratti e soprattutto il sindaco Anna Maria Cisint già alle prese con il caso Nicoli che periodicamente scuote la maggioranza. Dispiaciuta per quanto successo a papà Franco a Gorizia, la consigliera comunale leghista di Monfalcone Marianna Zotti si dice delusa e non nasconde l'amarezza per la "scomunica" del padre Franco - battagliero consigliere comunale a Gorizia - da parte della Lega isontina, accusato di essersi espresso in modo irrispettoso nei confronti del governatore del Friuli Venezia Giulia, e segretario regionale del partito, Massimiliano Fedriga. Marianna Zotti, però, non scenderà dal Carroccio che continuerà quindi a rappresentare nel Consiglio comunale di Monfalcone, dov'è entrata poco più che ventenne a novembre del 2016 con 59 preferenze (la quinta più votata e la prima tra le donne della Lega).



«A me dispiace quanto sta accadendo, perché ho dato l'anima per la Lega, c'ho creduto sempre, fino in fondo - afferma -. Io e mio padre, però, siamo due entità separate e io nel Consiglio comunale di Monfalcone rimango. Sono stata eletta e agli elettori rispondo e il mio mandato è quello di portare avanti gli ideali in cui credo e in cui crede chi mi ha votato». Perlomeno fino alla primavera del 2022, quando anche a Monfalcone si tornerà alle urne per rinnovare sindaco e amministrazione comunale, poco meno di quattro anni fa divenuti appannaggio del centrodestra dopo 25 anni ininterrotti di governo a targa centrosinistra. Amareggiata comunque lo è la presidente della quinta commissione consigliare, quella dedicata alle Pari opportunità, e non lo cela. «Sono rimasta delusa dal comportamento di diverse persone - afferma -. Mio padre è una persona che si esprime senza dubbio con schiettezza, ma che ritengo non sia stata apprezzata per il suo operato». E per la sua fedeltà al Carroccio. «La sua è una militanza di anni, la tessera è del 2000, è sempre rimasto in Lega, a differenza di altri, anche quando le percentuali sono crollate e c'era da lavorare per costruire, con fatica», aggiunge Marianna Zotti, che rivendica con orgoglio anche la sua di lealtà al Carroccio. «Alle spalle ho dieci anni di militanza, perché nel partito sono entrata giovanissima», ricorda la consigliere comunale, perito chimico, che a fine giugno ha compiuto 24 anni e in aula finora ha mantenuto un profilo decisamente composto. «Lo ribadisco: sono stata eletta per portare avanti degli ideali ed è quanto farò - prosegue -. Mio papà, però, lo appoggio e lo appoggerò sempre». Ad averla confortata, non nasconde la consigliera, sono state «le diverse telefonate ricevute da cittadini che si sono detti dispiaciuti per l'accaduto». Marianna Zotti, insomma, non aggiungerà un elemento di frizione all'interno di una maggioranza che più di qualche tensione la sta vivendo dalla primavera, da quando, cioè, il consigliere regionale e comunale di Forza Italia Giuseppe Nicoli, già vice del sindaco Cisint, ha deciso di togliersi dei sassolini dalle scarpe. —

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