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Lo spettro delle infezioni veicolate dai migranti in Fvg. E Fedriga ora invoca l’esercito lungo i confini

Chiesti altri soldati in aggiunta ai cento di “Strade sicure”: pressing sul Viminale sia attraverso il prefetto sia direttamente col ministro 

TRIESTE Non bastano i cento militari dell’operazione “Strade sicure”, già presenti in regione, pure a presidiare il confine italo-sloveno. Massimiliano Fedriga, vista l’incidenza della rotta balcanica sui numeri di luglio, vorrebbe vedere altri soldati impegnati prioritariamente in funzione anti-Covid, a prevenire gli ingressi dei migranti provenienti da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh e Sri-Lanka, considerati pericolosi veicoli del virus. Il governatore lo ha dichiarato a chiare lettere venerdì, dopo averne parlato con il collega del Veneto Luca Zaia, a Sacile, all’inaugurazione del nuovo impianto della Garbellotto, azienda trevigiana di botti e barriques.

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