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Sabrina e Noè, un'amicizia speciale che sfata i luoghi comuni 

L'animale è ormai diventato star: «Intelligente e curioso, aiuta la socialità di grandi e piccoli»

TRIESTE Noè è un tipo curioso, ama la compagnia e le passeggiate, va pazzo per la frutta. Sabrina invece è una ragazza sorridente e sportiva, appassionata di natura e di tutto ciò che essa può offrire e insegnare. I due si sono incontrati ormai otto anni fa, e ne è nata un’amicizia bella da raccontare che diventa anche occasione di valorizzazione turistica per il territorio goriziano ed isontino.

Gorizia, l’amicizia speciale tra Sabrina e l’asinello Noè



I protagonisti della nostra storia sono la farrese, ma residente a Mossa, Sabrina Pellizon, di professione guida naturalistica regionale, e il venticinquenne Noè, che non è un ragazzo ma è un asinello, ormai una piccola star a Lucinico (dove abita) ma non soltanto. In queste settimane i due sono stati impegnati in un trasloco, visto che durante la bella stagione per avere ragione delle fastidiosissime mosche che lo tormentavano nella sua stalla Noè si è spostato nello spazio ben più comodo e grande di un ex maneggio messo a sua disposizione in via Alla Stesa. Una piccola rivoluzione che permetterà all’asinello e alla sua grande amica di continuare a organizzare ancor meglio le attività per le quali ormai sono conosciuti, ovvero le uscite sul territorio con grandi e piccini.



«Come guida, io mi occupo di organizzare e curare passeggiate tematiche alla scoperta del territorio, e amo in particolare valorizzare luoghi e aree poco conosciute – racconta Sabrina –. Da tempo però mi sono appassionata al mondo degli asini, animali splendidi e adattissimi al contatto con le persone, seguendo anche un corso di onodidattica ed escursionismo sommeggiato. Subito dopo quel corso il destino mi ha fatto conoscere Noè, che viveva in un’azienda vinicola a Capriva, e quando ho avuto la possibilità di farlo ho deciso di portarlo con me a Lucinico. Così è iniziata la nostra avventura». Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e l’asinello – pur non essendo più un giovanotto – è diventato una mascotte per tantissimi, a Gorizia, ed è stato persino protagonista di un servizio televisivo per il canale Orf2 della tv di Stato austriaca.

Il suo “mestiere” è quello di incontrare i bambini oppure accompagnare chi lo desidera alla scoperta della natura da un punto di vista particolare. «Il pregio degli asini è proprio questo – racconta Pellizon, che effettua uscite didattiche, specie con i bambini, anche con la giovane asinella Cloe, che abita però a San Michele del Carso nell’azienda agricola di Sara Devetak –: suscitano curiosità e dunque favoriscono la socialità, sono intelligenti e curiosi, e soprattutto sono lenti. Chi passeggia con loro, dunque, ha modo di osservare il mondo con gli occhi, le orecchie, il naso e gli zoccoli dell’asino, scoprendo dettagli ed emozioni che probabilmente non avrebbe mai immaginato». Anche perché poi molti luoghi comuni sugli asini andrebbero sfatati, e Noè lo fa molto bene. Animali testardi e poco intelligenti? Per nulla, se è vero che, quando viveva a Capriva, Noè aveva imparato ad aprirsi da solo la staccionata che chiudeva la sua stalla, e amava passeggiare in paese per incontrare gli amici.

«Gli asini hanno poi una memoria di ferro, e non li freghi facilmente – scherza Sabrina –. Racconto sempre del primo incontro di Noè con il maniscalco, quando si è lasciato sistemare gli zoccoli senza problemi, non sapendo di cosa si trattasse. Ma un anno dopo, memore evidentemente di un incontro poco gradito, non potendo scappare alla vista del maniscalco si sdraiò, fingendosi morto, sperando di evitarsi il nuovo trattamento».

Insomma, un bel tipino. Che tutti potranno incontrare presto in due occasioni già organizzate (per ogni informazioni si può far riferimento ai profili Facebook di Sabrina e di Ecoturismo Fvg, il progetto che porta avanti dal 2008): la prima è la passeggiata didattica tra i vigneti che partirà da Borgo Conventi a Farra il 31 luglio, dalle 19 alle 22. La seconda il 9 agosto, sempre nella stessa cornice, in occasione di “Calici di stelle”. —

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