Zanzare rese innocue con il cambio di sesso

Una zanzara

Negli ultimi dieci anni l’inventiva degli scienziati, aiutata dal progresso tecnologico, ha di fatto escogitato le maniere più variegate per cercare di sterminarle

Confesso che non ho molta simpatia per le zanzare, ma trovo l’accanimento contro di loro veramente singolare. Negli ultimi dieci anni l’inventiva degli scienziati, aiutata dal progresso tecnologico, ha di fatto escogitato le maniere più variegate per cercare di sterminarle. In realtà le zanzare non sono solo un fastidio serale e notturno, ma sono soprattutto i vettori di alcune delle malattie infettive più letali. Malaria, dengue, febbre gialla, encefaliti virali e febbri emorragiche sono trasmesse all’uomo da diversi specie di zanzare. Da qui la necessità non nuova di ridurne il numero. Sono ormai storici i tentativi di bonifica ambientale con sostanze chimiche, dal famigerato DDT usato per combattere la malaria a metà del secolo scorso fino agli insetticidi che continuiamo a usare oggi. Inevitabile allora che, da quando l’ingegneria genetica ha iniziato a consentire le manipolazioni più spinte, le zanzare siano anche diventate uno dei bersagli preferiti di questa tecnologia.



Il concetto con cui si è iniziato è molto semplice: modificare geneticamente le zanzare in modo che muoiano o non siano più in grado di riprodursi. I ricercatori hanno iniziato qualche anno fa creando un ceppo di zanzare il cui DNA esprime un gene che uccide gli embrioni, e quindi limita il numero di insetti in circolazione. Non senza polemiche, queste zanzare ingegnerizzate sono già state rilasciate in alcune zone delle Isole Cayman, in Malesia e più recentemente in Brasile per il controllo del virus zika. Poi si è continuato utilizzando il sistema di editing genetico preciso CRISPR/Cas9 per inserire, nel genoma della zanzara, un gene che possa essere trasmesso a tutta la progenie con alta efficienza. Questo sistema, chiamato “gene drive”, è rapidamente diventato l’incubo di legislatori e ambientalisti, perché possiede la capacità di spargersi nell’ambiente anche negli insetti non trattati in laboratorio. Ed è proprio di questa settimana la notizia, pubblicata sui Proceedings della National Academy of Sciences degli Stati Uniti a firma di un gruppo di ricercatori del Politecnico della Virginia, dell’identificazione di un gene che da solo è sufficiente per trasformare una zanzara femmina in un maschio. Dal momento che sono soltanto le femmine a pungere gli esseri umani, ecco allora che le zanzare che esprimono questo gene non dovrebbero più trasmettere le malattie.

Se si pensa all’aggressività dell’uomo nei confronti della natura, anche nell’istintivo tentativo di difendersi dalle malattie, la guerra alle zanzare rappresenta un esempio paradigmatico. Quanto poi sia legittimo modificare l’ecosistema naturale senza alla fine pagarne le conseguenze è però tutta un’altra faccenda. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Zuppa fredda di barbabietola, arancia e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi