Bollette dell’acqua ancora in crescita: a Trieste le tariffe più salate del Nord

Lo rivela il report di Cittadinanzattiva. Nel capoluogo giuliano 522 euro per famiglia: la spesa media italiana è di 434

TRIESTE Bollette dell’acqua sempre più care, salvo rare eccezioni. Per le famiglie del Friuli Venezia Giulia aumenta la spesa media e per quanto riguarda i capoluoghi di provincia i triestini sono gli utenti che pagano di più al Nord, escludendo l’Emilia Romagna (che lo studio colloca nella macroarea del Centro Italia). È questo lo scenario delineato dall’ultimo report dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal ministero dello Sviluppo economico. A risaltare sono in particolare le nette differenze tariffarie tra i singoli capoluoghi di provincia e da una regione all’altra.

L’indagine di Cittadinanzattiva riguarda le tariffe applicate al Servizio idrico integrato per uso domestico residenziale in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2019. Nella composizione del costo finale sono comprese le voci relative a: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa e Iva al 10%. Il consumo di riferimento considerato è quello di 192 metri cubi per una famiglia di tre componenti, in linea con i dati Istat, che per l’Italia indicano un consumo medio pro capite di acqua fatturata per uso domestico pari a 64 metri cubi. Un consumo medio pari o inferiore a 150 metri cubi riguarda solo il 21% delle città, ma gli analisti di Cittadinanzattiva hanno fornito una panoramica della spesa media riferita anche alla famiglia-tipo da 150 metri cubi per tutti i capoluoghi di provincia, in modo da evidenziare i vantaggi economici che si otterrebbero da una riduzione dei consumi domestici.


Eccoci, dunque, alle tariffe pagate dagli utenti nei capoluoghi del Friuli Venezia Giulia. Prendendo come riferimento la famiglia-tipo che consuma 192 mc all’anno, la cifra spesa mediamente da una famiglia per la bolletta nel 2019 è stata di 392 euro (la media nazionale è di 434 euro), con un aumento del 3,7 % rispetto all’anno precedente quando il report aveva rilevato una spesa media di 378 euro (a livello nazionale l’aumento è del 2 %). L’acqua più cara risulta quella di Trieste, dove la spesa media per famiglia è di 522 euro, equivalente a una tariffa media per metro cubo di 2,7 euro.

L’acqua più economica, secondo lo studio di Cittadinanzattiva, risulta quella di Udine con una spesa media che non supera i 318 euro. Una differenza tariffaria notevole, tanto più se si considera che stiamo parlando di capoluoghi della stessa regione. La seconda città più costosa in Friuli Venezia Giulia è Gorizia, con una spesa media, sempre riferita ai 192 mc, di 401 euro per famiglia. A Pordenone spesa media per la bolletta di 327 euro.

Secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe a Trieste il rincaro dal 2018 all’anno scorso è risultato pari al 6,3 %. Nonostante Udine abbia l’acqua più economica, anche nel capoluogo friulano si è registrato un aumento nell’arco degli ultimi dodici mesi: 6,4 %. A Pordenone la spesa per famiglia è cresciuta del 3,4 % mentre a Gorizia, nonostante le bollette piuttosto salate, si è registrato un lieve calo, pari allo 0,9 %.

Con un uso più consapevole e razionale dell’acqua di casa, che lo studio di Cittadinznattiva ha quantizzato in 150 metri cubi all’anno invece di 192, ogni famiglia avrebbe un risparmio medio di 115 euro circa a livello nazionale e di circa 94 euro in Friuli Venezia Giulia. A Trieste si passerebbe da 522 euro a 385, ovvero 137 euro in meno. A Gorizia la bolletta media con 150 metri cubi all’anno scenderebbe a 307 euro, a Pordenone a 259 e a Udine a 242 euro.

Tornando al primo profilo di famiglia-tipo, se allarghiamo il quadro alle altre regioni si scopre che – secondo il report di Cittadinanzattiva - l’acqua di Trieste è la più cara del Nord Italia, escludendo l’Emilia Romagna. In nessun altro capoluogo di Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte e Liguria, infatti, ci sono città con una spesa media per famiglia superiore ai 522 euro rilevati nel capoluogo giuliano. Per trovare bollette molto più salate bisogna scendere in Toscana dove la media regionale nel 2019 è stata di 688 euro con punte addirittura di 781 a Grosseto e Siena.

Nel vicino Veneto la spesa media annua regionale nel 2019 è risultata in calo dell’1,8 % rispetto all’anno precedente: 394 euro per famiglia, 2 euro in più della media che si registra in Fvg. A Venezia c’è la spesa media più bassa con 308 euro per famiglia, mentre la tariffa più alta è a Rovigo con 489 euro. L’acqua meno costosa d’Italia è quella del Molise, con 163 euro di spesa media per famiglia, seguita dal Trentino Alto Adige con 202 e dalla Valle d’Aosta con 291 euro. Sopra quota 500 euro all’anno per famiglia ci sono la Puglia con 508, l’Emilia Romagna con 511, le Marche con 527, l’Umbria con 531, oltre alla già citata Toscana che è l’unica oltre quota 600 euro.—

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