Contenuto riservato agli abbonati

Alitalia blocca a terra Trieste: voli azzerati fino a settembre

In fumo anche le ultime speranze di riattivare il collegamento con Roma. Consalvo: «Ormai si sta chiudendo la finestra estiva». L’ira della Regione. A decollare in luglio e agosto sono solo gli aerei di Volotea e Ryanair con mete come Lamezia, Bari, Londra e Catania. La compagnia non ha accolto la proposta di rivedere le tariffe avanzata dai vertici dello scalo 

TRIESTE. Sono passate altre due settimane senza riscontro da Alitalia e Marco Consalvo, amministratore delegato di Trieste Airport, è costretto ad allargare le braccia. E a prendere atto che la finestra estiva «si sta chiudendo». Con il rischio dunque di non poter fornire alcun collegamento dallo scalo regionale direzione Roma non solo da metà luglio, come sembrava possibile, ma nemmeno ad agosto. «Non ci sono al momento nuove indicazioni», è infatti la laconica informazione che arriva dalla compagnia. Un aggiornamento che filtra pure dal governo.

A fine giugno la costante trattativa del presidente Antonio Marano e di Consalvo con il direttore generale di Alitalia Giancarlo Zeni si era avviata verso l’auspicata svolta di un doppio volo giornaliero da Ronchi sulla capitale, uno al mattino e uno nel pomeriggio. Si attendeva il visto della società nazionale, con l’Aeroporto del Friuli Venezia Giulia che manifestava ottimismo a fronte di un ulteriore avvicinamento alle aspettative romane sul fronte tariffario.

Da allora, però, nulla si è mosso. E, a questo punto, non c’è più alcuna speranza di poter vedere decollare un Ronchi-Roma nella seconda metà di luglio, mentre nella vicina Venezia i voli li stanno ripristinando come in era pre-Covid. «La nostra è una proposta molto favorevole», ribadisce Consalvo nel rendere noto di avere ripetutamente sollecitato la compagnia e di avere ottenuto rassicurazioni da parte di Zeni sull’attenzione di Alitalia al dossier Fvg, ma senza che sia sin qui arrivata una risposta definitiva.

E, tenendo conto del fatto che prima di inserire un volo in agenda è necessario metterlo in vendita qualche settimana prima, di un decollo da Ronchi su Fiumicino si tornerà probabilmente a parlare non prima di settembre. A rafforzare la sensazione di uno stallo non risolvibile in breve tempo è la stessa Alitalia. Fonti interne della società spiegano che la situazione è la stessa comunicata a metà giugno con una nota in cui si informava di aver ricevuto dal gestore aeroportuale del Fvg una quotazione tariffaria per il riavvio dei collegamenti «incomprensibilmente più elevata, per un ordine di grandezza superiore a oltre il +100%, delle condizioni offerte alla concorrenza straniera».

Dopo di che, si aggiunge da Roma, a decidere saranno gli organi di controllo: dal commissario Giuseppe Leogrande ai ministeri interessati. Con l’obiettivo primario dell’equilibrio del conto economico. Una linea che in Fvg, peraltro, si fatica a comprendere. Perché non si è perso un volo su Roma, ma ben quattro al giorno. E ci sono pure i due in meno su Milano. E se è vero che Linate (30 mila passeggeri all’anno) presentava in condizioni normali un riempimento attorno al 50%, Fiumicino (260mila presenze) era mediamente al 77%.

Un isolamento dunque paradossale nel momento in cui sono ripartite, seppur faticosamente, le attività economiche e quelle turistiche. La Regione, non a caso, fa ancora una volta sentire la sua voce con l’assessore ai Trasporti Graziano Pizzimenti: «Quello che sta accadendo è inaccettabile. Il nostro territorio viene penalizzato proprio nella fase in cui la domanda si è rialzata e nessuno, al governo, sembra accorgersene». Pizzimenti dice anche di essere in attesa di sviluppi sull'ingresso anche di Ronchi nel ragionamento sulla “continuità territoriale”, lo strumento legislativo comunitario che garantisce un contributo pubblico per i servizi di trasporto nelle regioni svantaggiate, come già Sicilia e Sardegna.

«Sarebbe la soluzione definitiva – osserva l’assessore –, ma non possiamo permetterci di aspettare ancora a lungo. Partiamo subito con i voli e poi valuteremo le alternative nel caso in cui quel salvagente non dovesse arrivare». Un appello destinato a cadere nel vuoto, a meno di sorprese. Con Trieste Airport che nell’anno della pandemia fa segnare il -64,3% di presenze da gennaio a maggio (in un contesto degli aeroporti italiani pari al -63,4%) e che affida la stagione estiva alle low cost. Dopo la ripartenza a fine giugno su Napoli, dall’inizio di luglio Volotea ha attivato i voli su Palermo, Olbia e Lamezia Terme, mentre con Ryanair si viaggia su Londra Stansted, Valencia, Cagliari, Bari e Catania.

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi