Coronavirus, più controlli su professori e bidelli, la Regione reclama risorse 

Fedriga alza la voce con Roma e invoca stanziamenti rafforzati per garantire il ritorno in classe in sicurezza a settembre. Ieri, martedì 14 luglio, registrati tre nuovi casi positivi

TRIESTE. In una giornata in cui in Friuli Venezia Giulia si registrano 3 nuovi positivi al coronavirus, dopo 48 ore a zero contagi, e mentre Asugi detta le regole sulle visite ai pazienti ricoverati negli ospedali, Massimiliano Fedriga manifesta al governo la sua preoccupazione sulla copertura finanziaria anti-Covid in vista della riapertura delle scuole, un appuntamento che in regione è fissato il 16 settembre.

In particolare, nel corso della videoconferenza tra i governatori e i ministri agli Affari regionali Francesco Boccia, all'Istruzione Lucia Azzolina e alla Salute Roberto Speranza, il presidente della Regione ha chiesto una verifica sulle risorse disponibili, se già messe a preventivo, per i medici di medicina generale che verranno coinvolti nelle analisi sierologiche previste sul personale scolastico in vista della ripresa delle lezioni in presenza. Con tanto di successivo tampone sul 5% della forza lavoro, secondo la stima del commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri.

Proprio per organizzare e mettere a punto tutti i passaggi di un'operazione chiave per dare certezze a studenti e famiglie, il governo ha annunciato che verrà istituito un tavolo tecnico Stato-Regioni. «Se pensiamo alla data di settembre rischiamo di essere già in ritardo – osserva però Fedriga –. Siamo pronti per questo a fornire tutta la collaborazione della nostra organizzazione, ma all'interno di un quadro economico chiaro, che preveda le coperture adeguate per le misure di protezione che l'esecutivo deciderà di adottare».

Nel bollettino pomeridiano del vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi emergono intanto i 3 nuovi casi di Covid-19, due in provincia di Trieste, uno in provincia di Udine. Il totale dal 29 febbraio è ora di 3.308 (1.407 a Trieste, 1.002 a Udine, 710 a Pordenone e 219 a Gorizia), mentre nei primi 14 giorni di luglio si è raggiunta quota 30 (14 a Trieste, 8 a Pordenone, 5 a Udine e 3 a Gorizia), contro i 35 dell’intero mese di giugno.

Fortunatamente nessun paziente si trova in terapia intensiva e per il diciannovesimo giorno di fila non ci sono deceduti con diagnosi Covid-19. Le vittime da inizio emergenza sono 345 (196 a Trieste, 75 a Udine, 68 a Pordenone e 6 a Gorizia). Salgono invece i ricoveri nei reparti delle malattie infettive: sabato se ne contava uno, ieri si è arrivati a quattro. Gli attualmente positivi al virus in regione sono ora 114 (+2 rispetto a lunedì), i totalmente guariti ammontano a 2.879 (+1), i clinicamente guariti sono 28 (-4) e le persone in isolamento 82 (+5).

Un quadro non allarmante, ma l’emergenza sanitaria è ancora in corso, come avverte Asugi informando che sono sempre più numerose le richieste di poter far visita ai pazienti ricoverati negli ospedali aziendali da parte di parenti e caregiver familiari. L’accesso alle strutture, si legge in una nota, deve quindi rimanere estremamente limitato e per quanto possibile va preferito e promosso l’utilizzo di smartphone e tablet per la videocomunicazione.

Soltanto per alcuni casi selezionati, «valutati opportunamente dai Responsabili dei servizi», ed escludendo i degenti Covid positivi, sarà permesso l’ingresso dei visitatori, ma nel rispetto di alcune indicazioni, comprendenti orari di accesso e durata della permanenza nella struttura. È consentita la presenza di un solo visitatore per ciascuna stanza di degenza (tempo massimo 10 minuti), fermo restando che all’ingresso si procederà alla misurazione della temperatura e verrà messa a disposizione una soluzione idroalcolica per l’igiene delle mani (ripetuta in reparto in entrata e in uscita). Asugi ribadisce la richiesta alla cittadinanza di «mantenere un rapporto di collaborazione e attenzione proprio per la tutela della salute di tutti». 


 

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