I test rapidi essenziali per frenare il Covid

Per contrastare il contagio bisogna eseguire molte analisi e in tempo reale. Ora vengono immessi sul mercato strumenti portatili che danno risultati in 5 minuti

TRIESTE. Da come sta evolvendo la situazione riguardo al coronavirus, sembra ora evidente che vedremo nei prossimi mesi un progressivo ritorno alla normalità ma in una condizione di continuo monitoraggio. In pratica, il successo del controllo della malattia sarà sempre più demandato all’efficienza dei sistemi sanitari di riconoscere rapidamente i contagiati e di isolarli.

Questo però significa avere la capacità di eseguire un numero molto vasto di test e di farlo in tempo reale, e questo è molto più facile a scriverlo che a farlo. Il test per il coronavirus è quanto mai semplice: da un tampone eseguito a livello del naso e della gola viene estratto l’RNA e in questo viene cercata la presenza di uno o due segmenti del genoma virale con una tecnica di amplificazione degli acidi nucleici, la PCR, sviluppata negli anni ’80, la stessa che si usa per le malattie genetiche e per le indagini di medicina legale.

Un saggio di amplificazione mediante PCR dura tipicamente meno di un’ora. La sfida ora è duplice: diminuire questo tempo e stabilire dei protocolli operativi che consentano di eseguire il test a tappeto su un numero quanto più esteso di individui. Per quanto riguarda la rapidità, stanno cominciano a essere immessi sul mercato una serie di strumenti portatili simili a un tostapane alcuni dei quali consentono di ottenere un risultato in 5-10 minuti e possono essere utilizzati sul posto, senza bisogno di operatori specializzati.

Se questi tempi fossero ancora più accorciati e i sistemi fossero affidabili e poco costosi, uno potrebbe immaginare situazioni in cui il test viene applicato, per esempio, in aeroporto ai viaggiatori prima di salire su un aereo o in un teatro prima di entrare in sala. Una specie di certificato di non infettività ottenuto in tempo reale. Più semplice e meno tecnologicamente esigente è invece la possibilità di eseguire test in numeri molto elevati.

Qui si possono utilizzare approcci molto semplici basati sull’esecuzione di test di gruppo. Stavolta in un laboratorio specializzato, i campioni da saggiare vengono messi insieme in gruppi di 10-20 e saggiati insieme. Se il risultato è positivo, ciascun campione viene ritestato individualmente. Dal momento che la diffusione del virus è ormai molto limitata, per la maggior parte dei gruppi di campioni il risultato sarà negativo.

Questo è lo stesso approccio proposto per trovare i soldati positivi alla sifilide negli anni ’40 del secolo scorso e che stanno già utilizzando per il coronavirus Germania, Stati Uniti, Cina e India. In maggio a Wuhan ha consentito di testare 2,5 milioni di persone in poco più di due settimane.

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