Quarantena per gli extra Ue: vertice Regione-categorie

Condivise con le associazioni datoriali le indicazioni di prevenzione del contagio per i lavoratori in arrivo da Paesi non comunitari. A iniziare dall’isolamento 

TRIESTE Indicazioni precise sui comportamenti da adottare e tradotte in più lingue, in modo da informare i lavoratori provenienti da Paesi extra Ue sulle procedure da seguire per evitare l’insorgere di nuovi focolai da Sars-Cov-2. Dopo il lavoro fatto con le amministrazioni locali la Regione Friuli Venezia Giulia ha condiviso il percorso con le categorie economiche, al fine di offrire il massimo delle informazioni ai lavoratori stranieri.

«Abbiamo condiviso con le associazioni datoriali – spiega il vicegovernatore del Fvg Riccardo Riccardi – le indicazioni per i lavoratori che entrano in Italia da Paesi esteri extra Ue e che ora saranno inviate anche alle Aziende sanitarie, ai distretti e ai servizi sociali dei Comuni in modo che possano distribuirle nel modo più capillare. I datori di lavoro informeranno tutti i dipendenti e collaboratori di segnalare tempestivamente al proprio medico curante e al medico competente qualsiasi malessere possa essere ricondotto al Covid-19».


Nelle indicazioni è ribadito l’obbligo per ogni azienda di dotarsi del Protocollo di prevenzione del contagio. I moduli informativi saranno tradotti in inglese, serbo, croato, bengalese e cinese mandarino. All’interno verrà ricordato che il lavoratore è tenuto alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento domiciliare per 14 giorni se proveniente dai Paesi extra Unione europea. Non c’è obbligo di fornire una motivazione in relazione all’arrivo in Italia se si proviene da Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. Per quanti provengono dagli altri Stati interessati è necessario invece, oltre all’isolamento, fornire una motivazione per l’ingresso in Italia: comprovate esigenze lavorative o ragioni di studio, di assoluta urgenza o motivi di salute. Sono bloccati invece gli ingressi da 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldavia, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana.

Per consentire la sorveglianza chi arriva da Paesi extra Ue dovrà dare comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell’ingresso in Italia, dell’indirizzo del domicilio e del numero di telefono e dovrà garantire di rimanere telefonicamente in contatto con il Dipartimento e rispondere alle domande sullo stato di salute. Nel caso in cui non ci siano possibilità di effettuare l’isolamento al proprio domicilio la Regione sta lavorando per fornire delle strutture ad hoc, tra cui quella del Lazzaretto a Muggia. Durante l’isolamento domiciliare di due settimane le persone non dovranno avere alcun contatto sociale, restare a casa ed essere sempre raggiungibili telefonicamente. Dovranno inoltre avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di sanità pubblica dell’insorgenza di sintomi (febbre, tosse, mal di gola, raffreddore, perdita del gusto/olfatto, difficoltà di respiro). Questo vale anche per i cittadini stranieri già presenti sul suolo italiano e per gli italiani. Al momento dell’ingresso in Italia le persone che non possono raggiungere il luogo prescelto con un mezzo privato devono contattare il Dipartimento di prevenzione il quale, d’accordo con la Protezione civile, definirà il posto dove rimarranno in isolamento e le modalità di trasporto. —


 

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