Contenuto riservato agli abbonati

Mattarella-Pahor: mano nella mano davanti alla Foiba di Basovizza FOTO - VIDEO

I Capi di Stato di Italia e Slovenia insieme alla Foiba e al cippo per i quattro fucilati antifascisti. Poi alla firma del protocollo che restituisce l’ex Balkan alla minoranza. Mattarella: «La storia non si cancella, e le esperienze dolorose sofferte dalle popolazioni di queste terre non si dimenticano». Pahor: «Oggi abbiamo allineato tutte le stelle»

 

Aggiornamento delle 17.01 Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lasciato piazza Unità d'Italia a Trieste dopo un incontro nel palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia. L'appuntamento in Regione con alcuni rappresentanti delle associazioni degli esuli, secondo programma, è stato l'ultimo della visita di Mattarella nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

Aggiornamento delle 16.18 Il Presidente sloveno Borut Pahor ha lasciato piazza Unità in questi minuti, dopo esser stato salutato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quest'ultimo ha poi proseguito verso il palazzo della Regione ove incontrerà le associazioni degli esuli.

Aggiornamento delle 15.37 L'incontro dei due Presidenti ha suscitato numerose reazioni nella classe politica regionale e nazionale. Qui l'articolo con tutti i commenti, da Salvini a Zingaretti:

Aggiornamento delle 15.12 Un momento importante della visita dei due Presidenti è stata la consegna delle onorificenze allo scrittore sloveno di Trieste Boris Pahor. Qui l'articolo con le immagini:

Aggiornamento delle 14.40. Mattarella e Pahor, giunti a qualche minuto di distanza l'uno dall'altro, sono stati accolti da applausi da un gruppo di persone che li attendeva dietro a transenne, ad alcuni metri di distanza dall'ingresso. I Presidenti hanno rivolto un saluto da lontano ai presenti. All'arrivo di Pahor alcuni appartenenti alla minoranza slovena in Italia, hanno intonato l'«Inno della Resistenza degli sloveni del litorale», una canzone che ricorda come «dopo le torture - hanno spiegato - noi sloveni siamo riusciti a vincere il fascismo. Siamo qui perché oggi dovrebbe essere un giorno di festa, ma la diplomazia ci ha messo troppi simboli, tra cui la presenza di Pahor alla foiba. Il momento non è ancora opportuno». Mattarella ha poi lasciato il Narodni Dom, alle 14.20, mentre Pahor si è trattenuto all'interno per poi allontanarsi successivamente.

Aggiornamento delle 13.18 Si è conclusa la firma del Protocollo per il Narodni Dom. Ecco i discorsi dei due Presidenti.

Sergio Mattarella: "Caro Presidente, benvenuto. La storia non si cancella e le sofferenze delle popolazioni di queste terre non si dimenticano. Proprio per questo il tempo presente ci chiama alla responsabilità. A compiere una scelta, coltivare sentimenti di rancore, oppure farne patrimonio comune nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro. Al di qua e al di là della frontiera, il cui significato di separazione è ormai per fortuna superato per effetto della comune scelta di integrazione europea, sloveni e italiani sono per la seconda scelta, volta al futuro. In nome dei valori oggi comuni: libertà, democrazia e pace. Oggi qui a Trieste, con la presenza dell'amico Presidente Pahor, segnamo una tappa importante nel dialogo tra le cultura che contrassegnano quest'area di confine, preziosa per la vita d'Europa. Ancora benvenuto".

Borut Pahor: "Caro amico Sergio Mattarella, compatrioti sloveni, amici italiani. Oggi vivo una gioia immensa, a cent'anni dall'incendio del Narodni Dom l'edificio è restituito agli sloveni. Si tratta di un evento storico: il torto è stato corretto, giustizia è stata fatta. Oggi è un giorno di festa perché celebriamo assieme, è un'impresa condivisa di sloveni e italiani. Si tratta di una vittoria meritata di coloro che per cento lunghi anni credevano nei valori della convivenza, della compassione e in un'Europa unita. La restituzione del Narodni Dom sembra un gesto scontato, eppure non lo è: così come sono passati tanti anni dall'incendio, ancora tanti potevano passarne in futuro. La restituzione è il frutto dei nostri impegni condivisi e delle azioni congiunte che lentamente si sono intessute in una reciproca armonia e fiducia. E in ciò siamo con dignità e onore sulle spalle dei nostri antenati, con gratitudine memori del loro coraggio, della persistenza decisa e della visione di una comunità unita. Oggi, come disse qualcuno, viviamo quei sogni proibiti che si sono avverati, come se dopo cento anni tutte le stelle si fossero allineate. Ma non si sono allineate da sole, siamo stati noi a farlo. Trieste, ci sono pochi posti al mondo ad aver visto così da vicino l'inizio della prima e la fine della seconda guerra mondiale: è Trieste la città che meglio di tutte le altre sa che la Grande guerra non è mai finita, ma è soltanto defluita nella Seconda. E se prestiamo attenzione Trieste ci dirà della fragilità umana nel vortice dei cambiamenti sociali, politici ed etnici.

I Presidenti Mattarella e Pahor mano nella mano davanti alla Foiba di Basovizza

Ma oggi Trieste ci parla anche del potere delle persone che comprendono, ricordano e perdonano. E' un potere enorme, un potere che smuove. L'atto di oggi è conseguenza del nostro desiderio congiunto di non sacrificare lo spirito del nostro tempo, pregno di promesse, a dispetto di un altro che ci potrebbe riportare a un passato amaro, già vissuto. L'odio infatti non richiede impegno, basta lasciarsi andare, farsi prendere in modo codardo dai pregiudizi. L'amicizia richiede invece coraggio e impegno per rafforzare l'unione. Il nostro atto di oggi è un atto di speranza. Questo momento è talmente grande che non riguarda soltanto gli sloveni e gli italiani, ma l'Europa intera: oggi Trieste, almeno per un giorno, almeno in senso metaforico, nel celebrare i valori più nobili a fondamento dell'Unione europea, ne diviene la capitale. In momenti come questo mi ispirano le parole dell'Antigone: non sono nata per condividere l'odio, ma l'amore".  

Aggiornamento delle 12.58 Nel salone delle Prefettura si sta svolgendo la firma del Protocollo alla presenza dei due Capi di Stato, dei ministri e delle autorità locali.

Aggiornamento delle 12.41 I due Presidenti stanno arrivando in piazza Unità e si preparano all'incontro in Prefettura.

Foto di Diego D'Amelio

Aggiornamento delle 12.36 Una piccola folla attende l'arrivo dei due Presidenti in piazza Unità. Mattarella e Pahor andranno in Prefettura per il conferimento delle onorificenze allo scrittore Boris Pahor e per la firma del Protocollo di restituzione del Narodni Dom assieme ai ministri.

Aggiornamento delle 12.10 I due Presidenti, dopo la visita al Monumento di Basovizza, sono arrivati al cippo in memoria dei militanti del Tigr fucilati dal regime fascista. Anche qui è prevista la deposizione di una corona di fiori.

Aggiornamento delle 11.46 Mattarella e Pahor sono arrivati al Monumento nazionale della Foiba di Basovizza. Il programma prevede la deposizione di una corona di fiori. Ad attenderli sul posto i rappresentanti delle associazioni dell'esodo e diversi parlamentari italiani. I due presidenti si sono tenuti per mano davanti al monumento. Dopo il passaggio alla foiba i due Presidenti si sposteranno al cippo dei quattro antifascisti sloveni fucilati.

Gesto storico di Mattarella e Pahor: si prendono per mano davanti alla Foiba

Aggiornamento delle 11.26 Nel frattempo al Monumento nazionale della Foiba di Basovizza ci si prepara ad accogliere i due Presidenti. La bandiera italiana che sventola sul monumento non è stata ammainata, secondo una notizia circolata ieri, ma spostata di pennone per stare a fianco a quella slovena e a quella europea, come mostra la foto del nostro Massimo Silvano. Il corteo presidenziale è appena partito dalla caserma del Piemonte Cavalleria verso la Foiba.

Foto di Massimo Silvano

Aggiornamento delle 11.17 I due Presidenti hanno ascoltato gli inni e passato in rassegna i reparti. Ora sono entrati all'interno della caserma per la presentazione delle delegazioni e per un primo incontro.

Mattarella e Pahor passano in rassegna i reparti alla caserma di Opicina

Aggiornamento delle 11.04 Il Presidente sloveno Pahor è arrivato alla caserma del Piemonte Cavalleria ed è stato accolto dal Presidente della Repubblica Mattarella.

Aggiornamento delle 10.32 Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è presente alla caserma del Piemonte Cavelleria, qui assieme al presidente Fvg Fedriga.

Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga assieme al ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio alla caserma del Piemonte Cavalleria di Opicina

Aggiornamento delle 10.13 Mentre piazza Unità si prepara ad accogliere Mattarella e Pahor, alla caserma del Reggimento Piemonte Cavalleria si stendono tappeti rossi: è lì che il Presidente della Repubblica italiana, in arrivo dall'aeroporto di Ronchi dei Legionari, incontrerà il suo omologo sloveno proveniente da Lubiana via terra. Sul posto ci sono già militari in alta uniforme, corazzieri, motociclette, la banda.

Il Presidente Mattarella verrà accolto dal prefetto Valerio Valenti, dal presidente regionale Massimiliano Fedriga e dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Poi il capo dello Stato accoglierà a sua volta Pahor all'arrivo. I due Presidenti passeranno poi in rassegna i due militari.

A causa delle limitazioni dovute al coronavirus le delegazioni saranno ridottissime, sole nove persone per Mattarella e altrettante per Pahor.

Aggiornamento delle 9.45 Fervono i preparativi per l'arrivo dei due Presidenti a Trieste. Ecco il video del nostro Andrea Lasorte da piazza Unità.

Piazza Unità a Trieste è pronta ad accogliere i due Presidenti

TRIESTE È arrivato il giorno della storica visita di Sergio Mattarella e Borut Pahor. Nel centenario del rogo appiccato al Narodni dom per mano fascista, i presidenti delle Repubbliche di Italia e Slovenia renderanno omaggio non solo a quella che negli auspici di molti d’ora in poi potrà tornare a essere la casa comune delle minoranze di Trieste. La cerimonia inizierà infatti dai due monumenti di Basovizza, altrettanto fondamentali per comprendere il Novecento: la Foiba da un lato e, dall’altro, il cippo ai quattro condannati a morte del Tigr.

A BASOVIZZA

Alle 11 Mattarella incontrerà Pahor alla Caserma del 2° Reggimento Piemonte Cavalleria. Da qui i due capi di Stato andranno a deporre una corona alla Foiba (ore 11.40) e dunque al cippo dei caduti antifascisti (ore 12). Ad accompagnarli innanzitutto le rispettive delegazioni ufficiali: quella italiana sarà composta dal ministro degli Esteri Luigi di Maio, dai consiglieri quirinalizi e dall’ambasciatore italiano a Lubiana, Carlo Campanile. Per la parte slovena ci saranno il ministro degli Esteri Anže Logar, la ministra per gli Sloveni all’estero Helena Jaklitsch, l’ambasciatore sloveno a Roma Tomaž Kunstelj, il console generale e la console a Trieste, Vojko Volk e Tanja Mljac. Si tratta dei soggetti previsti durante tutti i momenti del cerimoniale. Ma ciò non toglie che nel corso della giornata si paleseranno in molti altri. Il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, ad esempio. La senatrice slovena in Italia Tatjana Rojc e il suo omologo italiano in Slovenia, Felice Žiža. I sindaci di tutti i Comuni della provincia di Trieste e così via.



IN PREFETTURA

Alle 12.25 è atteso l’arrivo in piazza Unità. All’interno del palazzo della Prefettura sarà conferito un doppio riconoscimento, da parte dell’Italia e della Slovenia, allo scrittore Boris Pahor, ultimo testimone vivente del rogo del Narodni dom.

Si procederà poi alla sigla del protocollo di restituzione dell’edificio alla comunità slovena: in questa fase dovrebbero presenziare rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti dal memorandum, ovvero i ministri Luciana Lamorgese (Interno) e Gaetano Manfredi (Università e ricerca), il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il rettore Units Roberto Di Lenarda, il direttore dell’Agenzia del demanio Antonio Agostini e i vertici delle organizzazioni apicali degli sloveni in Italia, Ksenija Dobrila (Skgz) e Walter Bandelj (Sso). Alle 12.50 Mattarella e Pahor rilasceranno una breve dichiarazione, per poi incontrare i principali esponenti della comunità slovena in Italia nonché di quella italiana in Slovenia.

AL NARODNI DOM

Le delegazioni raggiungeranno via Filzi attorno alle 13.20. La casa degli sloveni e delle altre comunità slave cittadine fu incendiata esattamente cent’anni fa dagli squadristi fascisti, che poco dopo divennero Stato: per gli oltre quaranta intellettuali transfrontalieri che nei giorni scorsi hanno indirizzato a Mattarella e a Pahor un appello per la pace, l’importanza del luogo sta nel simboleggiare pure molti dei successivi eventi del Novecento, in cui «l’esasperato contrasto nazionalistico prevalse, schiacciando chi si trovava di volta in volta nella condizione di minoranza». Qui i due capi di Stato avranno l’occasione di visionare la mostra permanente “Narodni dom” (www.narodnidom.eu) e di apporre le proprie firme sul libro d’oro presente nel palazzo. Al termine della visita le autorità torneranno in Prefettura per un pranzo che finirà attorno alle 15. Pahor tornerà quindi a Lubiana, mentre Mattarella incontrerà le associazioni degli esuli nel palazzo della Regione.



ALTRE INIZIATIVE E SICUREZZA

Il cerimoniale (blindatissimo e accessibile soltanto a un pugno di giornalisti, oltre che alle autorità) sarà trasmesso in diretta dalla Rai slovena. In occasione del centenario oggi saranno emessi anche un francobollo e una busta. La sicurezza sarà garantita dalla bonifica delle tappe, eseguita ieri, e dall’impiego di oltre 300 agenti delle forze dell’ordine (motivo per cui tutti gli uffici della Questura di Trieste e Commissariati afferenti resteranno chiusi, fatta eccezione per l’Ufficio denunce). Niente panico per il traffico: nei luoghi toccati dagli incontri sono previste solo brevi limitazioni, perlopiù pedonali.

Alle 16 Skgz, Sso, Pd, Slovenska Skupnot, Rifondazione comunista e Anpi deporranno delle corone sul palazzo del Narodni dom. Seguiranno un’esibizione in costumi tradizionali sloveni e un concerto del coro femminile “Vikra”: tutto ciò deve avvenire dopo la ripartenza dei capi di Stato a causa dei protocolli anti-Covid. In serata a Monrupino ci sarà infine uno spettacolo di teatro sonoro alla presenza di Boris Pahor.—



 

Video del giorno

Trieste, tra mosaici e boiserie: ecco il nuovo bar illy Ponterosso a Palazzo Berlam

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi