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Focolaio a Umago, salgono a 11 i contagiati in una casa di riposo

Protezione civile: scattato l’isolamento, quadro sotto controllo. Altri cinque casi nella penisola

POLA In Istria ieri è stato battuto il record di nuovi contagi da coronavirus: 16 quelli rilevati, contro i 13 ai quali si era arrivati nella giornata del 27 marzo scorso. Sull’impennata ha inciso fortemente quello che è il nuovo focolaio nella penisola: si tratta della casa di riposo Atilio Gamboc di Umago, dove il caso di un’anziana risultata positiva nei giorni scorsi non è rimasto affatto isolato: sono salite a 11 le persone infette, fra 6 anziani e 5 dipendenti. A fornire le cifre è stato il Comando regionale della Protezione civile, precisando che la struttura a oggi ospita una novantina di anziani e 50 unità di personale. I tamponi sono stati fatti a tutti - ha spiegato alla Televisione pubblica il capo della task force istriana Dino Kozlevac - «tranne che ai dipendenti non in sede. E si continuerà anche nei prossimi giorni: può succedere dunque che risultino anche altri casi positivi».

Per Kozlevac comunque la situazione è sotto controllo: il focolaio sarebbe stato circoscritto essendo state messe in isolamento tutte le persone entrate in contatto con i contagiati. Ovviamente nella struttura sono state applicate le più rigorose misure anticontagio, a partire dalla sanificazione egli ambienti. Nella zona di Umago un primo rilevante focolaio di infezione si era acceso a inizio marzo, quando il Covid–19 si era diffuso a causa di due assembramenti: il primo era un funerale cui avevano assistito alcune centinaia di persone; il secondo era l’affollata cena in un locale di Verteneglio, il cui titolare è stato la prima vittima di coronavirus in Croazia.


Tornando ai 16 nuovi casi registrati ieri, oltre agli 11 della struttura per anziani di Umago, ci sono 3 contagi da contatto con una persona già positiva; due invece le persone portate al pronto soccorso dell’ospedale di Pola, dove il test al coronavirus ha dato esito positivo. Al momento all’ospedale stesso sono ricoverati 30 pazienti; mentre le persone in autoisolamento in tutta l’Istria sono 150. Kozlevac ha ribadito l’appello agli istriani e ai turisti a rispettare le misure epidemiologiche, in primo luogo il distanziamento fisico, l’igiene personale e degli ambienti e l’uso della mascherina in tutti gli ambienti chiusi.

Intanto cresce ancora il numero dei turisti in entrata in Istria. Da venerdì ale 12 di ieri ai tre valichi della penisola la Questura ne ha registrati quasi 46.000, con al primo posto sloveni, seguiti da tedeschi, italiani e austriaci. Come precisato dal direttore dell’Ente turistico regionale Denis Ivosević, il numero aumenta di settimana in settimana. Le sistemazioni più gettonate sono costituite dagli affittacamere, seguiti da campeggi e da piccoli alberghi a conduzione familiare. I grandi hotel invece stanno aprendo i battenti solo adesso: per ora sui 180 presenti nella regione una sessantina sono ancora chiusi. —


 

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