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Narodni dom, i giorni di vigilia all’insegna di proteste e plausi

Stasera il corteo contro la cessione, sono annunciati anche gruppi neofascisti Domani il sit-in a favore. E Gabrovec: «Di Maio, oltre agli esuli, incontri gli sloveni»

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Alla vigilia del centenario del rogo, il Narodni dom non conosce ancora pace. Da qui a lunedì l’agenda cittadina sarà infatti scandita da una serie di iniziative di segno opposto. Se domani pomeriggio Comitato Pace Danilo Dolci e Centro italo-sloveno celebreranno l’anniversario con una manifestazione in piazza Oberdan (a partire dalle 18), stamattina Forza Italia spiegherà invece le ragioni della propria contrarietà alla restituzione dell’edificio in una conferenza stampa. A promuoverla l’assessore all’Educazione Angela Brandi e Alberto Polacco, capogruppo in Consiglio comunale. E stasera, dalle 18.45, Trieste Pro Patria indice un presidio in piazza Dalmazia. Vi prendono parte innanzitutto Fondazione Rustia Traine e Dalmati italiani nel Mondo (l’ala destra del mondo dell’esodo), che da qui sfileranno in corteo davanti al Narodni dom: la loro iniziativa si ripeterà lunedì a mezzogiorno in piazza Borsa. Tornando in piazza Dalmazia, saranno presenti anche alcune formazioni d’ispirazione neofascista, tra cui Forza Nuova e Casa Pound, oltre al Veneto Fronte Skinheads.

Nel frattempo stanno circolando non una ma addirittura due lettere aperte, entrambe indirizzate ai presidenti Mattarella e Pahor. La prima è firmata da oltre 80 intellettuali, politici ed esponenti a vario titolo della società civile, fra cui la prima cittadina di Muggia Laura Marzi, il consigliere regionale Furio Honsell, la consigliera comunale Sabrina Morena, lo storico italo-sloveno Jože Pirjevec e la presidente del Teatro sloveno Breda Pahor: Secondo loro il 13 luglio «l’atto di restituzione, previsto dalla legge, troverà finalmente un riconoscimento pubblico. Nello stesso giorno i due presidenti omaggeranno i monumenti di Basovizza. Dal punto di vista della storia, ciò sarebbe dovuto avvenire in un altro momento». I firmatari comprendono altresì che le due visite sono state «pensate per il loro valore simbolico» e ricordano il senso della Relazione della Commissione mista storico-culturale italo-slovena. Su posizioni simili l’Anpi Fvg. Il secondo appello, sottoscritto anche da Mdp-Articolo 1 Trieste, arriva dal professor Paolo Segatti, dall’ex senatore Pd Miloš Budin e da Ravel Kodric: sperano che il futuro utilizzo dell’edificio servirà a scrivere una «bella pagina di integrazione europea», non solo tra italiani e sloveni ma includendo pure serbi e croati. Il consigliere regionale Igor Gabrovec, infine, oltre al pressing romano perché la nuova legge elettorale «rischia di far fuori il parlamentare sloveno», invita il ministro degli Esteri Luigi Di Maio Di Maio, lunedì a Trieste, a incontrare non solo le associazioni degli esuli ma «anche la minoranza slovena.—



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