Ferriera, 40 esuberi ai corsi per lavorare a Monfalcone

A settembre il via alla formazione, poi le assunzioni nell’appalto Fincantieri. Ma la Cgil attacca: «Tutele di disoccupazione a rischio e incognita sui contratti»

TRIESTE I colloqui sono finiti e una quarantina di ex lavoratori interinali della Ferriera comincerà a settembre il corso di formazione finalizzato all’assunzione nelle ditte esterne di Fincantieri. La maggior parte dei 66 somministrati del laminatoio è destinata dunque a ricollocarsi come saldatore o tubista a Monfalcone, se non troverà di meglio con le proprie forze.

I sindacati intanto battibeccano a distanza anche su questo iter: da una parte, la Cgil critica la mancata assunzione diretta in Fincantieri e l’assenza di coperture economiche per i quattro mesi di riqualificazione; dall’altra le sigle favorevoli alla riconversione sposano la soluzione.


I Centri per l’impiego hanno attivato da gennaio il confronto con gli interinali su mandato dell’assessore al Lavoro Alessia Rosolen, che con una punta di polemica sottolinea di star «aspettando ancora di leggere il protocollo tra Mise e Fincantieri rispetto alle attività aggiuntive che la Regione dovrà proporre». I primi esuberi di Servola sono stati così inseriti nei normali percorsi di riqualificazione per disoccupati: i Centri hanno contattato tutti i 66 interessati e 44 hanno svolto incontri di orientamento. Se tre lavoratori potrebbero essere assunti direttamente da Fincantieri, altri 37 si sono detti disponibili a svolgere i corsi: diverse le ditte dichiaratesi pronte a stipulare contratti a tempo determinato. La buona notizia è che dieci dei 66 hanno dichiarato di aver già trovato un altro impiego, ma c’è anche chi, nonostante l’aria di crisi che tira, si è dichiarato indisponibile per la distanza (percorribile in 32 minuti di automobile) da Trieste, ritenuta eccessiva.

Per la Cgil Nidil, Nicola Dal Magro sottolinea che «i corsi organizzati dall’Enfap di Monfalcone non saranno retribuiti, ma per accedervi i lavoratori dovranno licenziarsi dalle agenzie interinali da cui al momento dipendono e che versano loro 650 euro netti al mese, in attesa di trovargli un nuovo impiego. Bisogna evitare che restino senza la cosiddetta indennità di disponibilità e senza la possibilità di richiedere la Naspi. Inoltre queste persone saranno assunte nelle ditte esterne, diversamente da quanto promesso, e non sappiamo nulla del tipo di contratto che sarà offerto».

Il fronte del sì sceglie una posizione attendista: «Speriamo che l’inserimento lavorativo guidato dalla Regione – dice Antonio Rodà della Uilm – sfoci in uno sbocco stabile, come promesso dalle istituzioni. Bisogna porre fiducia in questa strada, tanto più che il futuro degli interinali restando nelle agenzie non sarebbe roseo».

Rosolen infine: «Per partecipare ai corsi, essere disoccupati non è un requisito necessario, tanto che potranno essere frequentati da lavoratori che ricevono le provvidenze dai fondi di solidarietà dell’Inps, fra cui quello per lavoratori somministrati. Faremo comunque tutte le verifiche del caso, anche sentendo i sindacati». —


 

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