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Monfalcone, l’investitore va ai domiciliari: «Sono un uomo distrutto»

I rilievi dell’incidente mortale in via Matteotti

Il gip Colombo ha convalidato l’arresto. Capriulo assistito dall’avvocato Aluisi: «Non ho visto l’uomo che attraversava la strada. Ma non volevo fuggire»

MONFALCONE Un uomo distrutto, ma da ieri ai domiciliari. È apparso scosso e mortificato, con le lacrime agli occhi, Francesco Capriulo, il trentenne di Fragagnano, uno dei sette comuni che costituiscono le Terre del mare e del sole nel Salentino, arrestato sabato per aver investito sulle strisce e provocato la morte pressoché istantanea di un pensionato monfalconese, Franco Mauro, di anni 68, al termine d’una nottata trascorsa in città, nei locali.

Ieri mattina, ancora con i jeans spiegazzati e la maglietta indossata venerdì sera prima di salire con un collega sulla Toyota Yaris aziendale, è comparso davanti al gip Carlo Isidoro Colombo, per l’udienza di convalida al tribunale di Gorizia.



Capriulo, addetto al controllo con ultrasuoni di una ditta ingaggiata da Cimolai e domiciliato in una foresteria di via Primo maggio, ha parlato. Assistito dall’avvocato Angelo Andrea Aluisi, difensore d’ufficio nominato lunedì mattina, ha affermato di non aver proprio visto Mauro, che pure avanzava a piedi sulle strisce zebrate. Praticamente non se ne sarebbe «neppure accorto», ma quando, ripercorrendo i fatti in un confronto con l’altro passeggero, ha iniziato a capacitarsi dell’investimento ha deciso di «comporre il 112 e denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine», cui aveva dato – e sono sempre le sue parole – «appuntamento per ritornare insieme sul luogo dell’incidente».

Tutto nell’arco di una decina di minuti. Insomma, Capriulo «non voleva fuggire», ha chiarito sempre l’avvocato Aluisi, infatti «non è arrivato all’alloggio di via Primo maggio». Il trentenne era stato individuato dalla Polizia in piazza della Repubblica e lì fermato. Il legale Aluisi ha trovato l’uomo, riscontrato sabato positivo alla doppia prova distanziata dell’alcoltest con valore cinque volte superiore al limite di 0,5 grammi per litro fissato dalla legge, emotivamente «ancora sconvolto» per i fatti di quella mattina.

Il pm Andrea Maltomini, cui la Procura ha affidato il fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, fuga e omissione di soccorso, ha contestato la ricostruzione citando le testimonianze raccolte, in particolare il fatto che la vittima stesse sulle strisce e che la Yaris sarebbe risultata in fase di sorpasso di alcuni veicoli in coda lungo via Matteotti. A quel punto Capriulo ha ammesso di ricordare i veicoli alla sua destra fermi, ma riteneva – e sono sempre sue dichiarazioni – fossero parcheggiate, non in attesa di ripartenza, sicché ai suoi occhi stava procedendo regolarmente sulla corsia. Almeno questa era stata la sua impressione. Ha inoltre osservato che stava viaggiando a bassa velocità, sui 50 chilometri orari.

L’uomo era reduce da una serata trascorsa interamente a Monfalcone, con un collega. Si è detto «estremamente dispiaciuto» per quanto accaduto. Incensurato, l’ingresso in carcere lo ha certamente provato, come riportato ieri dal difensore d’ufficio.

Nel corso dell’udienza di ieri mattina il pm Maltomini ha chiesto la misura degli arresti domiciliari. Il giudice Colombo si è riservato alcune ore per decidere, poi ha convalidato l’arresto e disposto i domiciliari all’indirizzo di via Primo maggio. Aluisi aveva chiesto la revoca della carcerazione o misure più miti. Intanto l’’investitore ha nominato un difensore di fiducia, un legale del foro di Taranto. –

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