In Fvg gli hotel faticano: Trieste guarda a settembre, Lignano-Grado in altalena

La presidente regionale della categoria Schneider: «Dal 15 luglio i numeri cresceranno». Nel capoluogo strutture aperte per il 75% ma stanze piene al 20% in questo periodo 

TRIESTE Cresce il numero degli alberghi che hanno riaperto i battenti in regione, mentre i turisti, gradualmente, stanno tornando in Friuli Venezia Giulia. Ma il pienone degli anni scorsi è ancora un miraggio. Nelle località turistiche, come Grado, buon andamento delle prenotazioni finora nei fine settimana, un trend simile anche in altre città, dove comunque gli ospiti sono attesi in particolare ad agosto. «A luglio è andata bene soprattutto nei weekend – commenta Paola Schneider, presidente di Federalberghi Fvg –. Per il resto delle giornate si è registrato poco movimento in generale, ma dal 15 luglio credo segneremo numeri più importanti. Ad agosto poi ci aspettiamo un buon riscontro. Stanno prenotando soprattutto italiani, l’80%, sperando che i contagi non tornino a salire. Ribadisco ancora a tutti – aggiunge – la necessità di mantenere le distanze e la mascherina dove richiesto».



Mancano austriaci e tedeschi, che in parte sono tornati sulle spiagge, molto pochi però rispetto alle passate stagioni. E c’è chi, per precauzione, ha fissato le ferie a settembre. «Al momento in città il 75% degli hotel ha riaperto – spiega Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste –. Il tasso di occupazione delle stanze a luglio si attesta sul 20 %, ad agosto al 25%, meglio a settembre, verso il 30%. Si pianifica una vacanza a fine estate perché la gente è più tranquilla, pensa che in ogni caso ha tempo per disdire, ma anche per programmare al meglio il viaggio, monitorando la situazione di emergenza generale».



Tornano al lavoro intanto a fatica anche molti bed&breakfast. «Le prenotazioni arrivano, ma molto a rilento – commenta Fulvia Ercoli, vicepresidente dell’associazione regionale B&B – e con pochissimi stranieri, si lavora di più con gli ospiti “fidelizzati”, che tornano nelle strutture che già conoscono. Nel complesso la strada è in salita per la maggior parte dei B&B. Giugno finora è stato disastroso, speriamo soprattutto nel mese di agosto».



A Grado c’è voglia di guardare con positività ai prossimi mesi. «Noi abbiamo riaperto la nostra struttura il 12 giugno, la ripresa è stata piuttosto lenta, ma con buone prospettive per agosto e settembre. Solitamente la percentuale del mercato austriaco si aggira sull’80%, quest’anno si è molto ridotta, in parte compensata con un maggiore afflusso di italiani – dicono dal Savoy di Grado –. Per il momento luglio sta andando piuttosto bene nei weekend, il soggiorno medio è breve. Abbiamo anche qualche ospite austriaco, ma invece dell’80% forse saranno il 50%. La riduzione è molto forte, soprattutto nella fascia di clientela più anziana».

«Anche noi abbiamo ricominciato il 12 giugno – spiega Alessandro Lovato, del Gran Hotel Astoria di Grado –: il weekend del 20 giugno è stato più che incoraggiante, sopra ogni aspettativa, poi il crollo. Resiste ancora il fine settimana, ma al momento la capienza occupata è di un terzo. Abbiamo sì prenotazioni per i prossimi mesi ma garantendo la cancellazione 48 ore prima, per agevolare la gente – sottolinea –. Non sappiamo se tutte saranno confermate. In questo momento la parola “programmazione” è la più difficile da pronunciare. Ma non molliamo, soprattutto perché vogliamo garantire stabilità al nostro personale. La ricchezza dell’albergo sono i nostri lavoratori».

A Lignano alcuni si limitano a commentare: «La stagione sta ingranando». Ma c’è anche chi si dice già soddisfatto. «L’albergo è pieno – dichiara l’International Beach Hotel Lignano – e così per tutto luglio. L’80% sono turisti italiani, ma ci sono anche alcuni austriaci, pochi tedeschi, più numerosi gli ospiti dall’Est Europa». —


 

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