Troppi pericoli sui controviali: a Gorizia le ciclabili traslocano in strada

Affidato a un professionista il progetto che punta a evitare impatti ciclisti-pedoni. L’amministrazione Ziberna pronta anche a introdurre il senso unico in corso Italia

GORIZIA Senso unico in corso Italia. Pista ciclabile spostata direttamente sulla carreggiata stradale, risolvendo una volta per tutte la problematica più volte denunciata da esercenti e commercianti del rischio-impatti con i ciclisti che sfrecciano lungo i controviali.

L’amministrazione comunale tira dritto. Ed è intenzionata a portare a compimento il suo progetto che rivoluzionerà la viabilità nel cuore del centro cittadino. Con il senso unico in corso Italia, infatti, sta prendendo forma anche l’idea di spostare la pista ciclabile dai controviali alla strada. E, per questo, il Comune ha appena affidato al professionista Daniele Orzan l’incarico di verificare la fattibilità di questa ipotesi.



«Va detto che la pista ciclabile sui controviali ha sempre destato perplessità per la difficile convivenza con i pedoni e con i tavolini dei bar e dei locali di ristorazione – rimarca il sindaco Rodolfo Ziberna -. Però, spostarla sulla carreggiata con il doppio senso di circolazione attuale, sarebbe stato impossibile, oppure si sarebbe dovuto rinunciare a una fila intera di parcheggi: ipotesi impraticabile senza un’area-soste alternativa nelle immediate vicinanze. Quindi, considerando l’ipotesi di modificare la viabilità di corso Italia con l’attivazione del senso unico in entrata, vogliamo verificare la possibilità di inserire nella carreggiata anche la pista ciclabile, consentendo così la sua eliminazione dai controviali». Soluzione, ricordiamolo, che era prevista dal progetto originario di restyling di corso Italia targato Ettore Romoli e che, quindi, sarà stracciata.



Il provvedimento, secondo il sindaco e l’assessore alla Mobilità urbana Stefano Ceretta, consentirà una miglior valorizzazione proprio dei controviali. «Con i lavori di riqualificazione sono diventati davvero belli – sottolineano i due – e hanno dato al Corso un altro stile, cancellando il degrado intollerabile della pavimentazione che c’era prima. L’idea, quindi, è di valorizzarli al massimo, inserendovi arredi urbani movibili ma anche giochi per bambini. Li renderemo così ancor più gradevoli e attraenti per le passeggiate delle famiglie. Non solo. Questi spazi si prestano molto bene anche a manifestazioni sia commerciali, come lo “Sbaracco”, sia di intrattenimento, come concertini. Inoltre, non ci sarà più il problema degli spazi per sedie e tavolini dei locali di ristorazione che, a loro volta, potranno eventualmente realizzare iniziative proprie».



Ma, soprattutto, si eviterà la commistione fra pedoni e ciclisti. «Considerando gli spazi limitati, la convivenza non è mai stata il massimo della vita e c’erano lamentele sia degli uni sia degli altri – evidenziano – e in questo modo eviteremo una convivenza sempre molto difficile».

Molto chiara la determina di affidamento del progetto al professionista. Si rammenta il «particolare momento storico» caratterizzato dall’attuazione delle necessarie, peraltro economicamente penalizzanti, misure restrittive di distanziamento sociale imposte dagli effetti dell’emergenza pandemica da Covid-19 e la conseguente necessità di adeguato spazio per le svolgimento delle attività di somministrazione presenti in corso Italia. Da qui, la volontà (messa nero su bianco) di procedere con una fase sperimentale che prevede la realizzazione, unitamente al senso unico di marcia per gli autoveicoli, di un percorso ciclabile che dovrà privilegiare la soluzione in carreggiata, al fine di riservare i controviali all’utilizzo pedonale. —

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