In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Marco Pugno, il giovane morto nello schianto della sua moto di grossa cilindrata a Occimiano, vicino a Casale Monferrato, nelle primissime ore di domenica, viveva fino allo scorso settembre in un appartamento in via Toti 21, in pieno centro cittadino. Originario della Liguria, il 35enne, come riferiscono alcuni conoscenti, era dipendente di Fincantieri e lavorava come impiegato in uno degli uffici tecnici che supportano la produzione dello stabilimento navalmeccanico di Panzano. Lo scorso anno aveva però ricevuto quella che aveva definito una bella proposta da un’azienda piemontese, pare del settore dell’automotive, e quindi si era licenziato, lasciando Monfalcone, dove viveva da solo. In Piemonte, quindi, il giovane si trovava perché ormai vi lavorava e vi si era quindi trasferito. Come verificato ieri dall’amministrazione comunale con i Servizi demografici, il giovane non aveva però cambiato la residenza, risultando ancora ufficialmente abitante in via Toti. In Piemonte ieri le forze dell’ordine stavano quindi ancora cercando di stabilire dove fosse domiciliato e di contattare i famigliari, che pare vivano nel Genovese. La notizia della morte ha intanto scosso quanti lo conoscevano e lo frequentavano a Monfalcone, dentro e fuori Fincantieri.

In sella alla sua Bmw R1200, Marco Pugno è finito contro il muretto di una villetta in via Vittorio Emanuele II, nel pieno centro del piccolo paese di Occimiano in provincia di Alessandria. Stando alla ricostruzione dell’incidente, Marco Pugno è entrato a forte velocità nella curva all’imbocco del paese giungendo da Mirabello ed ha urtato contro un muretto di cinta.

Nell’impatto il mezzo di grossa cilindrata ha divelto la recinzione del giardino della villetta. I soccorsi sono stati subito allertati da abitanti nella via, vista la violenza dell’impatto e il rumore prodotto dallo schianto, ma per Pugno non c’era più nulla da fare. La salma è stata quindi trasferita alla camera mortuaria dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato.

LA.BL.

I commenti dei lettori