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Coronavirus, a Trieste due nuovi casi provenienti dalla Serbia. Nessun decesso in Fvg   

Lo rende noto l'assessore regionale Riccardi. Si tratta di due cittadine serbe, di cui una studentessa universitaria. Attivati i protocolli per tracciamento e test. L'ira di Fedriga: "Inaccettabile". A inizio mese il primo focolaio "balcanico" con otto casi a Trieste

TRIESTE Dopo l'impennata di inizio mese, con la scoperta del focolaio triestino legato a un'azienda di import-export con legami con i Paesi dell'Est Europa, e le successive due giornate in cui il bollettino regionale ha segnato il triplo zero (zero nuovi casi, zero decessi e zero pazienti in terapia intensiva), nel pomeriggio di oggi, martedì 7 luglio sono emersi altri due i nuovi casi di Covid 19 accertati in provincia di Trieste. Anche in questo caso il morbo arriva dai Balcani e precisamente dalla Serbia. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità e alla protezione civile Riccardo Riccardi via Twitter.

Si tratta di due cittadine serbe, di cui una studentessa universitaria, che al rientro dal loro Paese hanno manifestato i sintomi del virus. Le due, che non hanno alcun legame tra loro, si sarebbero presentate presso le strutture sanitarie locali e, dopo essere state sottoposte al tampone, sono state messe in isolamento domiciliare.

Riccardi, nello stesso tweet, spiega che "il dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria ha già attivato i protocolli per tracciamento e test", così come avvenuto con i nuovi casi emersi qualche giorno fa. nel frattempo nel pomeriggio si è svolto un incontro tra lo stesso Riccardi, il questore Petronzi, il Prefetto Valenti e l'assessore comunale Carlo Grilli.

Intanto il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga è intervenuto sulla situazione: "E' inaccettabile - ha detto - che dopo gli sforzi fatti dai nostri cittadini il virus torni da altri Paesi. Esiste l'obbligo di quarantena al ritorno da questi Paesi e ho chiesto al governo di reintrodurre le sanzioni penali per chi non la rispetta".

L'ira di Fedriga: "Inaccettabile che dopo gli sforzi fatti il virus arrivi in Fvg da altri Paesi"

Nel complesso le persone attualmente positive al Coronavirus in Friuli Venezia Giulia (equivalenti alla somma degli ospedalizzati, dei clinicamente guariti e degli isolamenti domiciliari) sono 113. Nessun paziente è in cura in terapia intensiva, mentre i ricoverati in altri reparti sono 7. Non sono stati registrati nuovi decessi (345 in totale).

Analizzando i dati complessivi dall'inizio dell'epidemia le persone risultate positive al virus salgono 3.328: 1.402 a Trieste, 1001 a Udine, 707 a Pordenone e 218 a Gorizia. I totalmente guariti ammontano a 2.870, i clinicamente guariti sono 40 e le persone in isolamento domiciliare 65. I deceduti sono 196 a Trieste, 75 a Udine, 68 a Pordenone e 6 a Gorizia.

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Proprio in seguito al primo focolaio emerso qualche giorno fa e collegato ai vicini Paesi balcanici, il presidente Massimiliano Fedriga aveva chiesto al governo di introdurre l’obbligo di quarantena per cittadini italiani e stranieri in arrivo dalla Serbia, mentre Slovenia e Croazia restano «sotto sorveglianza, ma per il momento la situazione non è tale da richiedere provvedimenti simili. Se le cose dovessero peggiorare e diventare emergenziali, invece, la Regione può emettere un’ordinanza che preveda l’isolamento per chi entra in Fvg da Slovenia e Croazia».

E se il governatore conferma la linea, fanno discutere le sue affermazioni rispetto agli arrivi dalla Serbia, con tanto di coda polemica con il Pd. Rispetto alle difficoltà sanitarie della Serbia, il presidente del Fvg dice di temere il ripetersi di quanto inizialmente accaduto con la Cina, quando i voli diretti col Far East erano bloccati o soggetti a forti controlli, mentre chi arrivava in Italia facendo scalo in aeroporti europei non aveva particolari problemi a entrare.

«Il problema è europeo – dice Fedriga – perché con i confini aperti servono politiche omogenee ovunque. Quando ho chiesto di bloccare i collegamenti con la Cina mi sono preso del razzista, ma noto che l’Unione europea ha escluso la quarantena per chi arriva dalla Serbia: significa che chi atterra in Germania può arrivare in Italia senza aver fatto la quarantena e bene ha fatto il ministro Speranza a continuare a prevedere invece l’obbligo di isolamento fiduciario per chi viaggia da quel Paese».

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