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In Slovenia un nuovo focolaio di Covid-19 a Vipacco

Nella casa di riposo “Pristan” contagiate 9 persone. Il sindaco: «Sarà un disastro se l’epidemia toccherà la cittadina»

LUBIANA In Slovenia gli epidemiologi sono stati delle perfette Cassandre. «Attenti - avevano avvertito - oggi i più colpiti da questa seconda ondata di Covid-19 sono soprattutto i giovani, ma i contagi colpiranno anche le categorie più a rischio». Detto e..fatto. Ieri a fronte di 21 nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore ben 9 sono stati registrati nella casa di riposo “Pristan” di Vipacco. L’alto numero degli infetti crea una forte atmosfera di nervosismo tra la classe politica che, ovviamene, si trova di fronte a scelte molto difficili. E il primo ministro Janez Janša anche ieri, come sabato, ha lanciato i suoi strali via Twetter. «Stiamo registrando violazioni estremamente elevate della legge sulle malattie infettive - ha cinguettato il premier - e delle ordinanze restrittive, in particolare nel settore della ristorazione e superando il limite di raggruppamento di 50 persone. Persino alcuni politici stanno aprendo la strada», senza peraltro fare i nomi.



Alla casa di riposo “Pristan” di Vipacco, nove contagi, come detto, sono stati confermati alle 8 di ieri, di cui quattro riguardano gli anziani residenti e cinque i dipendenti. Attualmente ci sono 11 dipendenti in quarantena. Il centro è chiuso a tutti i visitatori. Le condizioni dei residenti infetti che sono stati trasferiti nella Clinica per le malattie infettive di Lubiana sono buone, ha detto il direttore della casa, Martin Kopatin, all'agenzia di stampa slovena Sta. I risultati di ulteriori test erano attesi per la serata.



«Le condizioni dei residenti sono buone. Due persone infette hanno la febbre, due non hanno sintomi. La decisione di inviarli alla Clinica per le malattie infettive a Lubiana è stata presa dai medici e sono d'accordo con quella decisione», ha affermato Kopatin. Tuttavia, ha sottolineato che molti casi sono stati confermati per pazienti asintomatici il che, a suo avviso, rappresenta un ulteriore pericolo per tutti gli altri. A tutti i dipendenti è stato quindi chiesto di seguire rigorosamente tutte le istruzioni dell’Istituto nazionale della sanità pubblica (Nijz) in merito alla condotta nella vita privata, al di fuori del luogo di lavoro e dell'edificio del centro per anziani.



La comparsa di un gran numero di persone infette in una casa per anziani a Vipava ha sorpreso il sindaco del comune Goran Kodelja. «Siamo stati uno di quei comuni che sono riusciti a rimanere liberi da casi di contagio durante la prima ondata dell'epidemia», ha ricordato. I rappresentanti del centro per gli anziani hanno anche avuto un incontro con esperti dell'Ospedale di Nova Gorica, due dei quali visiteranno oggi la casa di riposo di Vipava per esaminare la situazione e vedere se si possno introdurre migliorie nella gestione. Il paziente zero è ancora sconosciuto.

A questo punto il sindaco Kodelja non sa come procedere. «Se rimane all'interno della casa di riposo, allora diremo che abbiamo le cose sotto controllo. Se si espande, saranno necessarie ulteriori misure restrittive». «Se l'infezione si diffonderà, allora questo è un problema e dovremo cercare di limitarla il più possibile con misure restrittive, quali sono difficili da prevedere al momento». «I dipendenti sono sicuramente un problema - ha concluso - dobbiamo sapere che la casa di riposo “Pristan” è uno dei principali datori di lavoro nel comune di Vipava. Ha oltre un centinaio di dipendenti». —

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