Rivoluzione osmize: in Carso scattano le “aperture facili” nel post coronavirus

Le frasche che indicano tradizionalmente le osmize aperte sul Carso

Sgonico e Monrupino modificano i regolamenti storici.  Da adesso le frasche potranno funzionare tutte assieme

SGONICO Una libertà di apertura molto più ampia rispetto al passato, agevolazioni nel regolamento di gestione e possibilità di esercitare l’attività a gruppi di giorni alterni, a seconda delle esigenze individuali e delle condizioni atmosferiche. È rivoluzione, sul Carso triestino, per quanto concerne le osmize.

Le “frasche” sono state direttamente colpite dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 e costrette alla chiusura proprio nel periodo più favorevole dell’anno, mentre ora il turismo sta comunque stentando a decollare. Ecco allora venire in soccorso delle osmize due amministrazioni locali: i Comuni di Sgonico e di Monrupino. All’ombra della rocca, il Consiglio comunale ha deciso di modificare addirittura lo storico regolamento che disciplina l’attività delle osmize. «Abbiamo stabilito innanzitutto che possano aprire tutte contemporaneamente – spiega Tanja Kosmina, sindaco di Monrupino – mentre in passato dovevano seguire un calendario, in base al quale, se operava quella presente in una frazione, dovevano rimanere chiuse le altre. Abbiamo poi abbassato la quantità di vino che, in base al vecchio regolamento doveva essere quotidianamente garantita». Finora ogni osmiza doveva disporre di almeno sessanta litri di vino, ma d’ora in poi ne saranno sufficienti quaranta. «Il presupposto di questa modifica – prosegue Kosmina – è il fatto che i consumi sono diminuiti. Infine le osmize potranno aprire anche per un numero di giorni inferiore ai classici otto».


Le novità sono sostanzialmente le stesse anche a Sgonico, comune che vanta un numero notevole di osmize, una ventina, in rapporto alla dimensione del territorio di competenza e al numero di residenti. L’unica differenza consiste nello strumento utilizzato: l’amministrazione che fa capo al sindaco Monica Hrovatin, invece di modificare il regolamento nell’aula del Consiglio ha preferito lo strumento della delibera di giunta. «In questo modo – precisa la stessa Hrovatin – quest’anno faremo un esperimento che, se darà buoni risultati, ripeteremo nel tempo».

A Sgonico l’apertura straordinaria è prevista fino alla fine dell’anno e potranno essere aperte una o più osmize contemporaneamente all’interno della stessa frazione. Il numero di giornate di apertura potrà poi superare del 50% quanto normalmente previsto dal regolamento, ma non potrà mai andare oltre il tetto di sessanta giornate complessive, comprese quelle caratterizzate da condizioni meteorologiche avverse. L’apertura straordinaria potrà inoltre essere anche frazionata e di durata inferiore agli otto giorni di apertura consecutivi, in modo tale da dare agli esercizi massima libertà di vendita.

«Abbiamo fatto il possibile – sottolinea l’attuale assessore ed ex sindaco di Sgonico Mirko Sardoc – per cercare di incentivare un comparto che, per il nostro territorio, è particolarmente importante. Le conseguenze della pandemia sono state pesanti e sappiamo che comunque quest’anno non sarà possibile raggiungere i livelli delle scorse annate, ma è comunque giusto che l’amministrazione cerchi di agevolare per quanto possibile i tanti operatori locali attivi nel comparto». —


 

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