La grande fuga dalla Croazia: lunghe code ai confini istriani

Le file registrate ieri al confine tra Croazia e Slovenia al valico della Dragonia. rtvslo.si

Gli operatori turistici si lamentano. Arrivano nuove disdette di pernottamenti. In quarantena 200 persone che provenivano da Bosnia, Serbia o Macedonia

LUBIANA Per la Slovenia la Croazia non è più un Paese sicuro per l’epidemia di Covid-19 e scatta la grande fuga. Quella dei turisti sloveni che, raggiunti anche dalle poco incoraggianti notizie sulla pandemia che provengono da casa loro, hanno fatto anzitempo le valigie dai luoghi di vacanza in Croazia (soprattutto dall’Istria) e hanno deciso di fare ritorno in patria.



Risultato? Un mega ingorgo ai valichi di frontiera soprattutto in Istria dove ieri la media di attesa era di due ore. Code dovute alle nuove regole scattate dalla mezzanotte di ieri per la polizia di frontiera slovena. Gli agenti, infatti, devono controllare a ogni ingresso oltre ai documenti anche la prova cartacea (fatture di albergo, scontrini, talloncini di parcheggio) che chi rientra è stato effettivamente “solo” in Croazia. Se, a discrezione dell’agente, le “prove” esibite non sono credibili o sono insufficienti la persona che le esibisce finisce diritta in quarantena, presa in carico dalle autorità mediche della Slovenia presenti ai valichi 24 ore su 24. Fino al tardo pomeriggio di ieri tale provvedimento è scattato per ben 200 persone, tutti viaggiatori provenienti da Bosnia-Erzegovina, Serbia o Macedonia del Nord.


In Croazia la situazione resta molto grave. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 86 (1 in Istria) con un morto, portando così a 798 i casi dei contagiati nel Paese. Tra questi 85 sono ricoverati in ospedale e 3 sono in terapia intensiva. Numeri che non incoraggiano a rimanere in Croazia soprattutto dopo la giornata odierna quando si consumerà il rito laico-democratico delle elezioni politiche. Da domani è molto probabile che il governo uscente ritorni in sè e preveda nuove norme per cercare di bloccare di nuovo l’espandersi dell’epidemia nel Paese dove, tra l’altro, sono giunti nel frattempo oltre 300 mila turisti. Per Zagabria poi è un rospo molto duro da digerire il fatto che la Slovenia l’abbia “espulsa” dai Paesi sicuri per il Covid-19 e il tutto alla vigilia di un importante appuntamento elettorale.



Tornando ai turisti sloveni in fuga le prime conferme sono giunte ieri da alcuni operatori turistici istriani che hanno visto gli ospiti fare in fretta e furia le loro valigie per ritornare a casa. Anche se le prime cancellazioni di prenotazioni si sono avute dopo il contagio al torneo di Novak Đoković a Zara.

Ieri pomeriggioi i tempi di attesa più lunghi per lasciare la Croazia sono, secondo il centro di informazioni sul traffico, agli incroci di confine di Jelšane, Dragonia e Sicciole, dove i veicoli aspettavano da una a due ore. File e ingorghi sono stati registrati anche anche agli incroci Cosina, San Servolo e Gruškovje. Ai valichi di frontiera di Obrežje e Metlika, che rientrano nell'amministrazione della polizia di Novo mesto, dove, peraltro, le autorità emettono anche decisioni di quarantena, ieri non sono state segnalate code. —

M. MAN.

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