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In Slovenia torna l’incubo Covid-19. E adesso si rischia un altro lockdown

L’epidemia di Covid-19 è in forte ripresa nei Balcani occidentali. Anche in Slovenia scatta la massima allerta

Trenta i nuovi contagi, la cifra più alta dopo il 16 aprile. L’allarme degli epidemiologi: così non può continuare

LUBIANA L’ondata di ritorno da Est dell’epidemia di Covid-19 si avvicina. Dopo Bosnia-Erzegovina, Serbia, Croazia ora anche la Slovenia è in grosse difficoltà. Nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati 30 i nuovi contagi, il numero più elevato dal 16 aprile scorso. E tra i contagiati ci sono anche alcuni operatori sanitari degli ospedali di Lubiana e di Maribor.



Qui, attualmente, un totale di 19 dipendenti della Clinica universitaria sono in isolamento, altre otto persone, dunque, oltre agli undici infetti, che altrimenti mostrano, affermano medici del capoluogo stiriano - solo lievi segni di infezione. Sono previsti nuovi test anche oggi. Finora sono stati testati sottoposti a tampone in totale 55 dipendenti del centro sanitario. Qualcosa, dunque, non funziona come era nelle aspettative degli esperti e del governo sloveno. E tutti sono d’accordo che bisogna immediatamente correre ai ripari con scelte che appaiono molto, ma molto difficili.


Ieri però il premier Janez Janša in un Tweet non è stato per nulla tenero. «Fino a quando non sarà disponibile un farmaco efficace e/o un vaccino contro il Covid-19 - ha scritto il primo ministro - il mondo e noi abbiamo solo due opzioni per agire contro la pandemia».

Il primo è quello di fermare drasticamente la vita pubblica, chiudere i confini, limitare i contatti, la depressione e simili, e il secondo è l'uso obbligatorio di un'app mobile per il movimento in pubblico, ha aggiunto.

Difronte a una simile presa di posizione sono da aspettarsi nuove decisioni da parte del governo. Anche perché i pareri degli esperti non sono assolutamente improntati all’ottimismo, anzi.



Il numero di nuove infezioni confermate è preoccupante , ha detto a Radio Slovenija il capo del gruppo consultivo del governo per il Covid-19, Bojana Beović. «Certo, ci aspettavamo che con tutte le misure che stiamo attuando, rimanessero intorno ai 20 nuovi contagi giornalieri - ha affermato Beović - tuttavia, va notato che questo è un riflesso della situazione circa 14 giorni fa». «Speriamo che le misure che sono state adottate di recente - ha precisato - come una maggiore chiusura delle frontiere, il riutilizzo delle maschere, ci aiuterà ad avere una situazione migliore nei prossimi giorni». Il gruppo di esperti è anche preoccupato per ciò che sta accadendo nella vita di ogni giorno. È particolarmente spiacevole che le misure già adottate non vengano attuate in Slovenia, spiegano. È vero che sono particolarmente i giovani quelli a restare contagiati nelle ultime settimane, ma ciò non esclude che il contagio non si diffonda a categorie più a rischio, il che determinerebbe più ricoveri e più morti.



Gli esperti si trovano in queste ore ad affrontare il dilemma se attendere gli effetti delle misure adottate o modificarle adesso. Sono preoccupati che le segnalazioni di scarsi controlli alle frontiere o che il mancato rispetto delle regole da parte dei ristoratori che non rispettano il limite dei clienti non stiano svanendo. E se gli avvisi non diminuiscono?

«Se ciò non porta a niente, allora è il momento di chiudere, come abbiamo già fatto lo scorso marzo - ha affermato Beović - sarebbe molto difficile decretare in Slovenia la chiusura per regioni, perché siamo frammentati e perché la Slovenia è piccola». Ciò significa che la Slovenia dovrà intervenire nuovamente per limitare le attività anche delle attività industriali più a rischio di contagio.

Una decisione che potrebbe determinare la morte dell’economia slovena. Quale governo si assumerebbe tale responsabilità? Lo farà il populista Janša dopo le dure dichiarazioni affidate ai social? La situazione è molto ma molto difficile e terribilmente vicina al Friuli Venezia Giulia.

Dopo la cessazione pratica della vita pubblica nella seconda metà di marzo, in piena pandemia da Covid-19, la Slovenia ha gradualmente iniziato ad alleggerire le misure restrittive alla fine di aprile e le ha abolite in gran parte entro il giugno scorso. Dopo alcune settimane di pausa, il numero di casi confermati di infezione ha iniziato a risalire più bruscamente proprio alla fine di giugno.

Il governo sloveno ha risposto inasprendo il regime di frontiera e la scorsa settimana ha inviato una proposta di legge di intervento al Parlamento, che fornisce una base per l'introduzione di un'applicazione mobile per avvisare dei contatti con il controllo dei contagiati e di chi deve rimanere in quarantena. —

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