Riccardi e Fedriga: 120 tamponi per il focolaio a Trieste, negativi i primi 60. Chiesta a Roma una stretta sugli ingressi dai Balcani 

Il governatore ha annunciato che sottoporrà al Governo la necessità di provvedere a una disciplina più restrittiva per quei Paesi dell'Est Europa in cui il contagio è in significativa espansione

TRIESTE. Preoccupa il focolaio di nuovi contagi da coronavirus registrato a Trieste. Alle 17 di oggi, sabato 4 luglio, è cominciata la riunione nella sede di Palmanova della task force della Regione con il governatore Massimiliano Fedriga, il vicegovernatore e titolare della delega alla Salute Riccardo Riccardi, infettivologi e direttori sanitari per discutere anche dei casi riscontrati a Pordenone. 

Riccardi ha spiegato che sono otto le persone collegate tra loro trovate positive al coronavirus. «Sono stati eseguiti circa sessanta tamponi tutti con esito negativo, a persone entrate in contatto con i contagiati. Poi è partita un'ulteriore campagna di tracciamento dei contatti e siamo in attesa dei risultati di ulteriori 60 tamponi». Dunque un totale di 120 tamponi.

Dei nuovi casi riscontrati a Trieste, «quattro lavorano nell'import-export e potrebbero avere avuto contatti con persone provenienti dall'estero - ha spiegato Riccardi - quattro sono invece loro famigliari. Nessuno si è recato all'estero di recente».

Su questo focolaio, precisa Riccardi, «c'è una giusta attenzione, che non deve diventare allarmismo ma non può neanche essere sottovalutata. Ora continuiamo a lavorare con lo stesso tenore e la stessa impostazione tenuti in questa esperienza».

Si tratta di «un contagio significativo dopo diversi giorni, in cui non avevamo nessun contagio». In generale, osserva Riccardi, «nell'ultima settimana si sono verificati tre casi che hanno avuto origine in altri Paesi: questo è un problema che intendiamo monitorare. Ma intendiamo anche far comprendere come il confine può rappresentare un problema».

«Sulla situazione - hanno detto Fedriga e Riccardi - c'è un controllo e un monitoraggio puntuale dell'Asugi (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina), nel contempo bisogna ricordare ai cittadini la necessità di non smettere di osservare quelle regole di igiene e di distanziamento fisico che sono essenziali per limitare il contagio». 
 
Fedriga e Riccardi hanno condiviso la preoccupazione su quanto sta accadendo nell'area balcanica e sulla connessione tra questo dato e l'origine dei nuovi casi registrati in regione.  Un quadro che pone il nostro territorio su un piano di particolare attenzione. Per questo motivo lo stesso Fedriga sottoporrà al Governo la necessità di provvedere a una disciplina più restrittiva per gli ingressi in Italia, con riferimento a quei paesi dell'Est Europa (vicini ai confini del Fvg) in cui il contagio è in significativa espansione.

 

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