La guida per attraversare i valichi in Istria e Fiume. Corsie speciali per turisti

Il confine tra Slovenia e Croazia diventa una barriera sempre più complicata da superare dopo che la Lubiana ha tolto il Paese limitrofo dalla lista defli Stati sicuri per il Covid-19

La Slovenia ha imposto dal 4 luglio la quarantena per i “vicini”: ecco le regole. Varchi dedicati ai vacanzieri che si sono “pre-registrati” sul portale croato

ZAGABRIA La situazione in Croazia sembra fuori controllo. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 96 nuovi contagi (2 morti), il giorno peggiore in termini numerici di nuovi infetti dall'inizio dell'epidemia nel Paese. Numero che eguaglia quello registrato lo scorso 1 aprile. Fuori controllo non solo per le cifre preoccupanti, ma soprattutto per l’assoluta assenza di contromisure da parte del governo impegnato solamente nell’appuntamento di domenica con le elezioni politiche quando la propaganda droga la vita reale del Paese.



E così è corsa prontamente ai ripari la limitrofa Slovenia che ha dichiarato la Croazia Paese non più sicuro per cui se da oggi un croato vorrà entrare in Slovenia potrà farlo dopo una quarantena di 14 giorni. E, anche se solo dovrà transitare attraverso il Paese, il cittadino croato dovrà esibire un test negativo al coronavirus effettuato non oltre le 36 ore dal momento dell’esibizione alla frontiera e in un Paese dell’Unione europea o dell’Area Schengen. Oltre ad esibire una prova che non è la Slovenia la destinazione finale del suo viaggio.



A fronte di questo nuovo “muro” tra Slovenia e Croazia come deve comportarsi un cittadino di un Paese Ue? Ad esempio un residente in Friuli Venezia Giulia?

Per escludere qualsivoglia incomprensione dividiamo il nostro viaggio in andata e ritorno. All’andata, e cioè dall’Italia verso la Croazia (Umago, Pola, Fiume, Spalato o Dubrovnik) bisogna aver prima compilato il modulo che si trova con estrema facilità sul sito web entercroatia.mup.hr. La schermata che ci compare è già in italiano. Oltre ai dati anagrafici di ciascun viaggiatore ci viene richiesto il numero del documento valido per l’espatrio (passaporto o carta d’identità. Esibendo la patente non attraverserete mai il confine) e poi la data di ingresso e di uscita dalla Croazia, il motivo del viaggio, un indirizzo e-mail (fondamentale perché sarà lo strumento con cui le autorità croate comunicheranno con voi), se abbiamo avuto il Covid-19, se abbiamo fatto viaggi negli ultimi 14 giorni, se siamo stati sottoposti a regime di quarantena nel nostro Stato di residenza e se siamo stati a contatto con persone positive al coronavirus negli ultimi 14 giorni. Oltre a presentare il documento quando si arriva materialmente al confine con la Croazia è necessario fornire una documentazione che conferma la prenotazione di un alloggio turistico o il voucher di un’agenzia di viaggi, oppure la proprietà di beni immobili, natanti o (se qualcuno è miliardario) di aerei privati.



Chi avrà compilato questo modulo potrà con la sua automobile accedere alle corsie speciali ai quattro più importanti valichi sul confine sloveno-croato, inclusi Rupa (dall’Italia verso Fiume e Dalmazia) e Plovanija-Sicciole (dall’Italia verso l’Istria). L'obiettivo è accelerare i tempi di verifica delle motivazioni per l'ingresso ed evitare lunghe attese. Attese che comunque ci saranno, specie nel fine settimana.

E adesso analizziamo il ritorno dalla Croazia verso l’Italia. Qui dovrebbero, ma il condizionale resta in queste aree sempre d’obbligo, esserci meno “problemi”. Conviene conservare la ricevuta di pagamento dell’albergo o qualche scontrino di bar o parcheggio perché, in teoria ciò sarà richiesto solo agli sloveni che rientrano dalla Croazia, ma è meglio essere più realisti del re anche per non rovinarsi la vacanza al rientro. Entrati in Slovenia avrete 12 ore di tempo per attraversarla e raggiungere la vostra meta finale. Potete fermarvi solo per il rifornimento di carburante e per le necessità fisiologiche. Non cambia niente sul regime di confine tra Italia e Slovenia, il percorso sopra descritto riguarda solo se dall’Italia raggiungete la Croazia e ritorno.

L’assessore alla Sanità del Fvg Riccardo Riccardi sostiene che «non si può pensare che in questi casi il confine sia una barriera», per cui il vero problema è «il meccanismo della sorveglianza». Riccardi, infatti, ritiene indispensabile che le modalità di monitoraggio del virus siano rese omologhe in aree come Schengen, altrimenti «il problema rimane - conclude il vice presidente del Fvg - sia riguardo i flussi regolari che quelli che non si conoscono (leggi migranti lungo la rotta balcanica ndr.)».

La Slovenia, infine, ha rilevato 16 nuovi contagi nelle ultime 24 ore. A Lubiana e Slovenj Gradec sono state bloccate le visite ai ricoverati negli ospedali . —

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