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Cosco scappa da Genova e punta sul porto di Trieste

Sopra una nave portacontainer del gruppo cinese Cosco che controlla una flotta di oltre mille imbarcazioni, di cui 507 navi container: si tratta del terzo gruppo al mondo dopo i danesi di Maersk e gli italo-svizzeri di Msc con linee di collegamento che coprono 356 porti in 105 paesi.

Il gruppo cinese parla di «caos mai visto» con i container fermi nei piazzali e clienti bloccati. Per questo vuole dirottare le spedizioni in scali alternativi

TRIESTE È passato un anno e mezzo dal memorandum sulla Via della seta e gli investimenti cinesi sulle infrastrutture del porto di Trieste sono usciti dai radar, ma nuove linee di traffico potrebbero aprirsi in Alto Adriatico per opera del Dragone. Questo è almeno il consiglio che il gigante dello shipping Cosco ha dato ai propri clienti, suggerendo loro di non servirsi più dello scalo di Genova, ma di preferire altre destinazioni fra cui proprio Trieste guidato da Zeno D’Agostino.

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