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Il direttore di Asugi Poggiana: «Accoglimenti nelle case di riposo: prima di tutto viene la sicurezza»

Antonio Poggiana

Il numero uno dell’Azienda sanitaria giuliano isontina ribatte alle polemiche su lentezza dell’iter e “intasamento” di rsa e reparti ospedalieri: «In settimana attese ridotte» 

TRIESTE In seguito alle critiche mosse da alcuni titolari di case di riposo, rappresentati dalle associazioni di categoria Anaste e Asa, riguardo al procrastinarsi di parte degli accoglimenti e riaccoglimenti di anziani nelle strutture stesse, che hanno parzialmente “intasato” reparti ospedalieri ed rsa, il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana spiega come le scelte fatte si basino su un principio di sicurezza. E che da questa settimana si procederà con una velocizzazione delle dimissioni: da oltre 14 giorni infatti le residenze per anziani non registrano pazienti Covid.



A metà giugno Asugi ha dato l’ok per i nuovi accoglimenti e riaccoglimenti alle case di riposo ritenute idonee secondo le indicazioni riportate nel piano dell’Azienda per la Fase 2. Quali sono le indicazioni?

Le regole sono quelle sancite dalla Regione Fvg, che stabilisce che le strutture che vogliono accogliere ospiti direttamente da domicilio devono dimostrare di avere la presenza di un percorso definito “sporco – pulito”, indicato da idonea cartellonistica con le zone di svestizione e vestizione e l’unidirezionalità dei percorsi; di una stanza d’isolamento con servizio igienico a uso esclusivo per un eventuale ospite positivo o sospetto Covid; di una stanza d’isolamento con servizio igienico a uso esclusivo per eventuale nuovo ospite da porre in quarantena per 14 giorni dall’ingresso in residenza. Sono inoltre necessari specifiche procedure per la sanificazione di ambienti e impianti di trattamento dell’aria. Nel caso la stanza di isolamento fosse solo una, il futuro ospite dovrà trascorrere i 14 giorni precedenti all’ingresso in una struttura cosiddetta filtro (rsa), che consenta di garantire che l’ospite all’ingresso non stia incubando l’infezione da Covid, per la cui presenza viene testato con tampone nelle 48 ore precedenti all’ingresso.

Emergenza coronavirus nelle case di riposo di Trieste, il presidio dei Pensionati



Quali sono le rsa deputate a zone filtro?

Le rsa Igea e Mademar.

Quante sono le case di riposo idonee?

Sono (al 26 giugno, ndr) 50 su 78 le strutture in area giuliana che possono accogliere o riaccogliere ospiti, perché dispongono di almeno una stanza adeguata (per l’isolamento nel caso di ospiti positivi, ndr), di cui 11 possono accogliere direttamente gli ospiti da casa in quanto dispongono sia di una stanza per la quarantena che di una per l’isolamento di ospiti. Sono 28 le strutture che non possono invece accogliere nuovi ospiti, poiché prive dei requisiti minimi (una stanza di isolamento con bagno dedicato) o perché non hanno neppure inviato la documentazione richiesta.



Secondo alcune strutture il via libera ad accoglimenti e riaccoglimenti è rimasto però in parte sulla carta, poiché - affermano - i distretti, che sono gli ultimi a dover dare parere positivo, procrastinano la decisione. È vero?

Le situazioni più critiche, in cui i distretti hanno dovuto bloccare gli ingressi in struttura di ospiti certamente Covid negativi, sono riferite alla richiesta assoluta dei familiari di non far entrare o rientrare l’ospite in strutture che all’epoca avevano ancora casi positivi. I distretti non esercitano una funzione di blocco immotivato, ma svolgono invece quella di garantire la sicurezza nei confronti sia di futuri ospiti che degli ospiti già accolti, che devono essere protetti dall’ingresso di potenziali soggetti contagiati.



Il mancato placet dei distretti a rsa e reparti ospedalieri, che ospitano pazienti dimissibili, ha creato un “intasamento” negli stessi? Quanti sono i pazienti dimissibili in ospedale e nelle rsa?

Ci sono 18 pazienti (al 26 giugno, ndr) in attesa di trasferimento in rsa, di cui 12 provenienti da aree mediche e geriatriche che necessitano di un periodo di filtro/quarantena in rsa come pre-ingresso in casa di riposo e 6 che necessitano di riabilitazione post ricovero, 3 da Neurologia e 3 da Ortopedia. Questi numeri sono di poco superiori a quelli dei pazienti in attesa di rsa in epoca pre-Covid. Con la ripresa degli ingressi nelle 50 strutture, iniziata a metà giugno, questa settimana stimiamo di ridurre a un terzo il numero di persone ospedalizzate in attesa di trasferimento in rsa.



Quanti accoglimenti e riaccoglimenti sono stati avvallati da metà giugno, a fronte di quante richieste rivolte da rsa/ospedali/anziani da proprio domicilio ai distretti?

Nel territorio giuliano dal 12 giugno sono stati accolti o riaccolti 46 ospiti nelle strutture residenziali, ci sono 65 persone, ex ospiti, in attesa di entrare nelle rsa filtro e 40 persone a domicilio che devono iniziare il percorso di filtro. I numeri cambieranno presto, perché due giorni fa sono arrivate nuove lettere di idoneità/sblocco di altre strutture e i 65 che hanno finito la quarantena/filtro verranno in parte smistati nelle case di riposo.

Corrisponde al vero quanto affermato dai titolari di alcune case di riposo, secondo i quali i parametri adottati nel piano Asugi sono più restrittivi rispetto alle indicazioni della Regione?

No, sono allineati alle raccomandazioni regionali del 6 aprile e sono ispirati al principio di massima sicurezza per gli ospiti già accolti nelle residenze. È importante garantire la libertà di scelta ai nuovi ospiti e alle loro famiglie, ma questa, a volte, si scontra con la necessità di garantire sicurezza in una situazione epidemiologica di convivenza con il virus. In passato il contagio in alcune strutture è avvenuto per l’ingresso non controllato di nuovi ospiti, che non avevano seguito un adeguato percorso di pre-isolamento e quarantena. Ciò ci deve aiutare a disegnare un futuro più sicuro per le nostre residenze. —


 

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