Le “Onde” della fratellanza fanno rotta verso il Magazzino 26

Una vignetta di Geo sulle “Onde”, omaggio a Josè &Kollmann e un’immagine notturna dell’opera in piazza Unità nel giugno del 2010

L’assessore Rossi: «Il contesto ideale è il Porto vecchio, nello spazio del nuovo Museo del mare»

TRIESTE Dall’hangar 8 di via Cumano al Magazzino 26 del Porto vecchio. Le “Onde” di Marco Bravura, dono della Fondazione Ravenna Festival al Comune di Trieste in occasione del concerto dei tre presidenti del 2010 diretto da Riccardo Muti, non usciranno allo scoperto. Il destino dell’opera resta quello di un magazzino anche se, in prospettiva, sarà quello del nuovo Museo del mare in Porto vecchio.



«Mi pare che il Porto vecchio sia il contesto ideale per mettere quell’opera. O all’esterno o all’interno del Magazzino 26. Io e il sindaco, che l’abbiamo visionata un anno fa, abbiamo dei dubbi sulla sua resistenza alle intemperie. È fatta con delle pietruzze e dei cristalli e quindi è un po’ delicata. Quando l’abbiamo ritrovata un anno fa era all’esterno, in mezzo alle frasche. In quell’occasione l’abbiamo fatto portare dentro e messa al sicuro», spiega Giorgio Rossi, assessore alla Cultura. La scultura di Bravura, nata per rappresentare la fratellanza dei tre popoli (italiano, sloveno e croato) che si affacciano sull'Adriatico, non sarà pertanto collocata e neppure inaugurata in occasione dell’incontro del 13 luglio tra i presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor a Trieste per la cerimonia di restituzione del Narodni dom alla minoranza slovena. Non è l’occasione buona, come suggerito dall’artista Marco Bravura dopo che un anno fa il sindaco Roberto Dipiazza aveva ipotizzato di collocarla all’esterno del Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez in via Cumano. Ma poi non si è fatto più nulla. La collocazione, a giudizio dell’artista di Ravenna, sarebbe stata troppo lontana dal mare per un ’opera che porta il nome di “Onde”.

«L’occasione del 13 luglio sembra felicemente prestarsi alla collocazione e all’inaugurazione di questa mia scultura, che potrebbe essere posta davanti a quel “mare condiviso” da cui è stata ispirata, forse nell’antico comprensorio portuale ora in via di acquisire dimensione urbana», aveva indicato in una lettera al Piccolo Bravura: «L’operazione potrebbe essere fatta rapidamente, senza problemi di carattere tecnico o oneri finanziari».

Ma l’amministrazione non ha fretta per un opera che è rimasta inspiegabilmente in un magazzino per 10 anni. «C’erano varie ipotesi per metterla sulle Rive», racconta Rossi: «In qualche modo troveremo una collocazione. È evidente che le “Onde” stanno bene con il Museo del mare in Porto vecchio. Potrebbero trovare uno spazio nel progetto a cui sta lavorando l’architetto spagnolo Guillermo Vázquez Consuegra. La sistemazione esterna di quell’area è tutta da definire».

Fuori dal Magazzino 26 si parla già della collocazione di pezzi dell’Elettra di Marconi, di un’elica per ricordare Josef Ressel (a cui forse verrà intitolato pure il Museo del mare) e di una statua di Norma Cossetto visto che al Magazzino 26 sono destinate le masserizie degli esuli ora al Magazzino 18. E quindi anche le “Onde” di Bravura, che potrebbero sfruttare il trasloco del Museo di storia naturale di via Cumano destinato a essere inglobato nel nuovo Museo del mare. Ci sarà solo da attendere qualche anno, forse cinque. Ma, dopo 10 anni di oblio, non sarà un problema. L’attesa è poetica. La scultura “ Onde” di Bravura, realizzata con pietra carsica, si ispira a un paio di versi del Nobel Pablo Neruda: “Perché l’amore, mentre la vita ci incalza / è solo un’onda più alta tra le onde”. —



 

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