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«Gorizia ha segnato la storia del virus»: i quattro mesi di una città in prima linea

L’assessore Riccardi ha ripercorso i 120 giorni di emergenza. «Ora va rimessa in piedi l’economia». Il grazie del sindaco Ziberna a tutti coloro che hanno lottato. Le note del “Silenzio” con il sax di Capizzi 

Coronavirus, Gorizia commemora le vittime a 4 mesi dal primo contagio

GORIZIA Le note del “Silenzio” eseguite magistralmente dal sassofonista Luca Capizzi. La pelle d’oca. E il pensiero che corre alle scorse settimane quando si era nel pieno dell’epidemia da Covid-19 fra timori, incertezze e l’obbligo di limitare al massimo gli spostamenti.



La cerimonia di ieri mattina al Parco della Rimembranza ha scatenato fra i presenti un turbinio di emozioni. L’obiettivo dell’amministrazione comunale era quello di ricordare, a quattro mesi esatti dal primo contagio, le persone che non ci sono più ma anche quelle che hanno sconfitto il nemico oscuro e imprevedibile, qualcuno varcando la soglia della Terapia intensiva.



L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, in prima linea nella lotta al virus, ha ricostruito quegli attimi, quando apprese che il Covid-19 era arrivato anche in Friuli Venezia Giulia. Era il 29 febbraio e venne ufficializzato il primo caso di coronavirus in regione, proprio a Gorizia. «Ero in auto, alle porte del casello del Lisert e mi informarono che il primo tampone aveva dato esito positivo. Attendemmo ancora qualche ora e, dopo che il secondo test confermò il responso del primo, avvisai subito il sindaco Ziberna e mettemmo in moto la macchina per fronteggiare il virus. Sì, questa città ha segnato la storia dell’epidemia. Non è stato facile prendere le decisioni perché ci trovavamo di fronte un antagonista difficile da combattere perché sconosciuto».



Difficile è stato soprattutto ricostruire tutti i movimenti dell’impiegato amministrativo del gruppo Hera per contenere al massimo il contagio. «Un lavoro che non avevamo mai fatto prima. E di questo devo ringraziare gli operatori del Nue e della Protezione civile, senza dimenticare i professionisti dei Dipartimenti sanitari e di prevenzione. Il loro sforzo - ha ribadito Riccardi - è servito a individuare, in tempi brevi, una strategia di ricostruzione dei contagi e a creare un sistema rapido ed efficace, capace di fronteggiare un fenomeno del tutto nuovo per eccezionalità e violenza».

Made with Flourish


Sia Riccardi, sia il sindaco Rodolfo Ziberna hanno voluto ringraziare i cittadini. «Straordinaria è stata la risposta della comunità, che ha seguito le restrizioni prescritte adottando un comportamento rigoroso, civile e responsabile», le loro parole. L’assessore ha, poi, voluto esprimere un grazie anche ai sindaci, definendoli «vere sentinelle del territorio». «Oggi - ha aggiunto - il Friuli Venezia Giulia registra dati che la posizionano in coda tra le regioni del Nord Italia per diffusione ed effetti del contagio. Ma i mesi che abbiamo davanti non saranno facili poiché ci aspetta una nuova sfida, forse ancora più difficile della precedente, tesa a ricostruire condizioni di normalità di una comunità che manifesta nuove fragilità legate a chi, in seguito all’emergenza ha perso il proprio lavoro e si rivolge per la prima volta ai servizi sociali dei Comuni e fragilità già note come quelle che riguardano anziani e mondo della disabilità». Senza dimenticare la partita di un’economia da ricostruire.



Perfettamente concorde il sindaco che ha ricordato come l’allarme sanitario è stato quasi del tutto sostituito dall’allarme economico. «Ci sono persone che mai avrebbero pensato di doversi rivolgere ai Servizi sociali e alla Caritas. Invece, è capitato e sta capitando». Ziberna ha poi voluto ringraziare tutti coloro che hanno fronteggiato il Covid-19. Un elenco dei grazie sarebbe impossibile da formulare per ragioni di spazio e per il timore di dimenticare qualcuno. «In pochi minuti mi sono tornate alla mente le sensazioni di ormai quattro mesi fa, di quel sabato 29 febbraio quando abbiamo saputo del primo caso positivo a Gorizia e in Friuli Venezia Giulia. Oggi, con questa cerimonia, abbiamo voluto ricordare la sofferenza e le vittime dell’epidemia, ma dare anche un segnale di rinascita e speranza verso il futuro. Gorizia - le parole del primo cittadino - rinasce e riparte. Davvero c’è da essere fieri di questa città. Ho voluto organizzare questa piccola cerimonia per dire che Gorizia non dimentica ma vuole, comunque, guardare avanti».

Non è stata una celebrazione affollata. Non poteva né doveva esserlo. Presente un piccolo gruppo di persone in rappresentanza dei tanti “segmenti” cittadini impegnati in questi mesi, perché bisognava comunque rispettare le disposizioni e evitare assembramenti. Ma la sensazione era che tutta la città fosse presente.

Alla cerimonia hanno partecipato fra gli altri, oltre al sindaco e al vicepresidente della Regione e assessore alla Sanità e Protezione civile Riccardo Riccardi, l’arcivescovo Carlo Maria Redaelli, il prefetto Massimo Marchesiello, il questore Paolo Gropuzzo, i vertici delle forze dell’ordine ed armate, e di diverse associazioni ed istituzioni, oltre alla giunta municipale al completo. —

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