Trieste, maxi tensostruttura al Burlo per limitare i rischi da Covid

Davanti all’ospedale materno-infantile triestino: 60 metri di lunghezza, due aree  di attesa. All’interno verrà misurata la temperatura corporea. Percorsi di sicurezza

TRIESTE Il calo dei contagi da Covid-19 non fa diminuire l’attenzione per quanto riguarda gli accessi alle strutture sanitarie: l’Irccs Burlo Garofolo ha fatto installare una tensostruttura davanti all’ingresso della propria sede in via dell’Istria a Trieste, al fine di verificare le condizioni di salute di chi si presenta all’ospedale materno-infantile.



Il direttore generale dell’Istituto Stefano Dorbolò conferma inoltre la volontà di lavorare in prospettiva: «Stiamo approntando ulteriori misure per massimizzare la sicurezza dell’utenza e degli operatori, programmando anche alcuni interventi in prospettiva autunnale quando il problema contagi potrebbe essere ancora non risolto. In questo momento in cui tutti siamo chiamati al massimo senso di responsabilità, siamo consapevoli di qualche sacrificio richiesto o piccolo disagio creato ai nostri piccoli pazienti e alle famiglie, ma anche assolutamente certi della loro comprensione e collaborazione come del resto fino a oggi hanno dimostrato».



Rispetto al periodo emergenziale, non ci sono novità sostanziali negli accessi: gli accompagnatori potranno entrare al Burlo solamente in caso di necessità dei pazienti. Anche i futuri padri non potranno seguire il travaglio in ospedale, ma potranno assistere al parto. Ai papà è stata inoltre aperta la neonatologia un’ora al giorno per stare con i figli.

La tensostruttura da 60 metri di lunghezza collega l’ingresso centrale e l’ingresso pedonale al pronto soccorso. All’interno è stato installato un termoscanner per la misurazione della temperatura corporea e in caso di febbre dai 37,5 gradi in su la persona dovrà seguire un percorso dedicato, con lo scopo di ridurre al massimo ogni possibile rischio. Permane chiaramente l’obbligo di indossare la mascherina e di igienizzazione delle mani. Le persone autorizzate all’accesso ad ambulatori e reparti saranno dotate di un “bollino” adesivo mentre chi si recherà al pronto soccorso avrà un braccialetto. Sono stati creati dei percorsi definiti anche per il Cup.

Due le aree di attesa nel tendone: una da 30 posti per chi va ai reparti e una da 18 per il pronto soccorso. «All’interno dell’ospedale – così Paola Toscani, direttore sanitario dell’Irccs – potranno accedere solo gli utenti e non gli accompagnatori, a meno che non si tratti di bambini o persone non autosufficienti o nei casi particolari quali, ad esempio, comunicazioni ai genitori sull’esito di consulenze genetiche o di accertamenti per patologia fetale, o di persone con difficoltà linguistiche. Riteniamo di aver fatto un passo in avanti per garantire a utenza e operatori una maggior sicurezza in un periodo che, non dimentichiamolo, è ancora a rischio contagio da Sars-CoV-2». —


 

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