Monfalcone, andate a ruba le bici all’asta del Comune. Alla fine la spunta la comunità bengalese

Un momento dell’asta del Comune a Monfalcone, a colpi di rilanci

Solo due sono rimaste sul posto delle 52 in vendita. Aggiudicato uno dei due scooter di proprietà dell’ente

MONFALCONE Ha battuto tutti i record di vendite l’asta indetta dal Comune per rimettere in circolo le biciclette abbandonate lungo le strade cittadine, recuperate dalla Polizia locale e non rivendicate. Sul retro del mercato coperto di via della Resistenza una piccola folla di monfalconesi, italiani e stranieri, e di persone provenienti dai centri limitrofi e dal resto dell’Isontino si è contesa i 52 velocipedi, lasciandone sul posto solo 2. Tra rilanci e vendite last minute a chi si è accontentato delle due ruote non apprezzate nella prima tornata, il Comune, grazie anche all’abilità del battitore, il dirigente del settore finanziario e patrimonio Marco Mantini, si è portato a casa 789 euro, contro i 157 del secondo appuntamento, organizzato lo scorso anno, e dei 274 della prima asta, tenuta nel 2018.



A tutto vantaggio dei laboratori del Liceo Buonarroti, cui l’amministrazione ha deciso di destinare i proventi sotto forma di nuove attrezzature (indicate dalla scuola). Il gruzzolo, già di tutto rispetto, è stato inoltre rimpinguato dall’alienazione di uno dei due scooter Piaggio modello Free Fcs2T, di proprietà comunale. Revisionati lo scorso anno, i due mezzi, in ottime condizioni, hanno suscitato interesse, nonostante l’età, 21 anni, e il prezzo base di 300 euro, che, per quello invenduto, potrà essere ridotto alla prossima asta, già all’orizzonte, secondo le intenzioni dell’ente locale. Di bici in magazzino, benché il Comune sia riuscito a piazzarne 50 ieri, pare ce ne siano ancora parecchie.


Intanto ieri ci si è dati battaglia, almeno per alcuni “pezzi”, come una city bike da donna turchese, in ottime condizioni, che un cormonese si è aggiudicato a suon di rilanci (da 3 euro l’uno), portandosela via al costo di 92 euro, versati, come da regole d’ingaggio, in contanti. Battaglia c’è stata anche per una bici da uomo, che una monfalconese ha fatto sua al tredicesimo rialzo per una spesa finale di 49 euro. «Non è la briscola, ho difficoltà a capire se non alzate bene la mano», ha chiarito il banditore, presentando via via i lotti ed esaltandone le caratteristiche. Non sempre con successo.

«Ecco qua un’Atala da uomo bianca con la ruggine sulla stanga e i freni funzionano», ha detto, cercando di convincere l’uditorio, rimasto insensibile al richiamo. «La prossima è meravigliosa: una Girardengo gialla e nera, colori, insomma, asburgici – ha proseguito Mantini – e quasi pedala da sola». Una sola vittima di furto si è fatta avanti ieri, portando con sé la denuncia, ma rimanendo poco convinto dall’offerta. «Spero che trovè la mia», ha ribattuto, andandosene via in sella alla due ruote della moglie, al banditore che gli chiedeva se fosse interessato a farsi avanti per qualche modello rimasto invenduto dopo la tornata aperta a tutti. Gli acquisti dell’ultimo minuto, perlopiù al prezzo base di 5 euro, hanno visto impegnati soprattutto dei cittadini di origine bengalese, che hanno fatto incetta delle bici da uomo rimaste.—

LA. BL.
 

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